In Primera Iberdrola, il massimo campionato di calcio femminile spagnolo, c’è il Real Betis che attualmente occupa la penultima posizione con soli dieci punti. Una squadra che finora ha deluso le aspettative di molti suoi tifosi.

Il periodo buio per il club sivigliano è iniziato nella scorsa stagione, con una prima parte davvero orrenda, ma grazie all’arrivo di Pier Luigi Cherubino la squadra sembrava rinata. Prima dello stop delle attività a causa del Covid-19, la squadra aveva battuto l’Atletico Madrid in coppa ed era ampiamente fuori dalla zona retrocessione.

I buoni propositi

Nella scorsa estate ci sono state diverse novità: nuovi ingressi nel board decisionale, un progetto nuovo e una squadra da creare. Fu nominata direttrice sportiva Ana Romero, ex attaccante del Betis, ritiratasi dal calcio giocato.
Successivamente la dirigenza betica si è occupata del rinnovo di Cherubino, che ha promesso di portare la squadra di nuovo alla salvezza e puntare anche a qualcosa in più. Per raggiungere l’obiettivo prefissato era necessario rinforzare la rosa, dopo gli addii di giocatrici fondamentali come Irene Guerrero e Merel van Dongen.
Romero si mise subito al lavoro per cercare i profili adatti al nuovo progetto. Gli acquisti più significativi del mercato estivo sono stati Maria Paz Vilas, attaccante con un’ottima percentuale realizzativa, che però non ha ancora potuto esprimersi al meglio a causa di problemi fisici.

Per rinforzare il reparto difensivo ci fu l’acquisto di Jenna McCormick, centrale, giocatrice fisica e brava nel gioco aereo. L’avventura dell’australiana è durata poco in quanto è tornata a giocare in Australia, dove sta disputando una discreta stagione con il Melbourne City.

Nel giorno di chiusura del mercato la squadra sivigliana piazzò il colpaccio con l’arrivo di Angela Sosa. La spagnola è l’unica che fino a questo momento sta rispettando i pronostici, diventando giornata dopo giornata leader sia in campo che fuori.

Il tipo di gioco

Dal punto di vista dell’organico in rosa, il Betis è un club che può tranquillamente ambire a stare a metà classifica. Oltre a Sosa, dispone di giovani talenti come Rosa Otermin e Rosa Márquez, ma anche sicurezze come Bea Parra in attacco e Méline Gérard tra i pali.

Dal punto di vista tattico il club betico predilige un gioco fatto di possesso e scambi palla a terra cercando di bucare le difese avversarie con tocchi filtranti per le giocatrici offensive.
L’unica pecca è la difesa, molto spesso posizionata male, che crea troppi spazi tra le due centrali. Forse questo problema si poteva evitare se la società avesse dato più tempo a McCormick per ambientarsi.

L’inizio della fine

In questa stagione, con le nuove arrivate e il gioco proposto, da Cherubino le aspettative erano molto alte, ma il Betis impiega solo quattro giornate per rovinare tutti i buoni propositi. In quattro partite raccoglie solo un punto, considerando che due delle avversarie erano le neopromosse Santa Teresa ed Eibar. Lo staff tecnico comincia a tremare, ma con due successive vittorie gli animi si placano, ma solo per poco.

Dopo quelle due vittorie la situazione precipita. Le sivigliane non riescono più né a vincere né a pareggiare, così le sconfitte continuano ad aumentare fino ad arrivare a dieci.

Il vero problema è la tensione che si è venuta a creare tra lo staff e le giocatrici. I problemi all’interno dello spogliatoio si sono riversati anche in campo, non solo nel gioco, ma anche nelle tante discussioni viste in campo tra le atlete e l’allenatore.
La società commette un grossissimo errore, non esonera subito Cherubino, ma aspetta che la situazione diventi ingestibile. Prima del gioco, nel calcio è fondamentale il rapporto tra lo staff tecnico e le giocatrici e se questo manca i risultati non sono positivi.
Con l’arrivo con Juan Carlos, la situazione si calma, ma quasi inspiegabilmente, nella giornata di lunedì dopo la vittoria contro lo Sporting Huelva, la dirigenza solleva dall’incarico Romero.

Il futuro

In molti si chiedono se le decisioni della società sono state quelle corrette e se prese nel momento giusto. In realtà ci sono troppi fattori da considerare per rispondere a questi quesiti.
Amoros deve lavorare molto e riconsegnare la fiducia persa alle sue ragazze. Dopo tre giornate è presto per trarre delle conclusioni. La salvezza è sicuramente alla portata del Real Betis, ma non è del tutto scontata, le partite da giocare e da recuperare sono molte, ma i passi falsi non sono più consentiti.

Valentina Marrè