In casa Manchester United l’arrivo delle americane Tobin Heath e Christen Press ha spostato l’attenzione su di loro, ma la giocatrice che sta trascinando le Red Devils è un’altra: Leah Galton.

L’attaccante inglese, al pari di Jackie Gorenen, è stata la calciatrice più utilizzata in questa stagione con 15 presenze, di cui una sola da subentrata. A differenza dell’olandese, però, è l’unica delle Red Devils ad aver disputato tutte e 12 le partite di campionato da titolare.

Inoltre, ad oggi Galton è la miglior marcatrice stagionale della squadra allenata da Casey Stoney, con 6 gol in campionato, praticamente tutti decisivi.

Il primo gol, subito decisivo, è arrivato alla prima giornata ed è valso l’1-1 contro il Chelsea. Le altre 5 reti le ha siglate nelle ultime 5 partite disputate. Di questi gol, 4 hanno avuto il merito di sbloccare le partite contro Aston Villa (0-2), Reading (1-2), Bristol (6-1) e Birmingham (2-0).

Nel mese di dicembre i 4 gol (compresi i 2 bellissimi contro il Bristol) in 3 partite, accompagnati da ottime prestazioni, le sono valsi il titolo di Barclays Player of the Month, ovvero il premio di calciatrice del mese della Women’s Super League.

In 3 partite delle 12 giocate, Stoney aveva provato Galton come terzino sinistro, ma le ottime prestazioni e i gol nel ruolo di ala sinistra hanno spinto l’allenatrice a schierare Galton stabilmente in quella posizione, spostando Heath sulla fascia destra.

Dal punto di vista realizzativo, Galton ha già migliorato il suo bottino rispetto alle 2 passate stagioni. Sia nel 2018-19 che nel 2019-20 (interrotta a partire da febbraio a causa del coronavirus) aveva collezionato 4 gol, rispettivamente in 14 e 21 presenze.

Nella partita contro il Birmingham, inoltre, è diventata l’8a giocatrice della storia del Man. United a raggiungere la quota di 50 presenze. con i suoi 14 gol, invece, è al 5° posto nella classifica delle migliori marcatrici della storia delle Red Devils.

Dopo la gara gol Birmingham, Stoney ha definito Galton come “uno dei migliori esterni offensivi del paese, se non la migliore”. “È potente, è veloce e può andare nell’uno-contro-uno. Può entrare in area e segnare” ha spiegato l’ex difensore inglese.

L’attaccante classe ’94 sta certamente vivendo il miglior momento della sua carriera, eppure se nel 2018 qualcuno le avesse detto che nel 2020 sarebbe diventata un punto fermo del Manchester United non le avrebbe mai creduto.

Il primo motivo è che Galton aveva deciso di lasciare il calcio. Dopo l’esperienza americana, prima nel college con l’Hofstra Pride e poi in NWSL con lo Sky Blue, a inizio 2018 Galton aveva accettato l’offerta del Bayern Monaco.

Nonostante la squadra e le strutture fossero “fantastiche”, la barriera linguistica, la lontananza dalla famiglia e il fatto che la fidanzata dell’epoca viaggiasse avanti e indietro da Monaco sono stati fattori che hanno cominciato a pesare.

“Ho iniziato a non divertirmi a giocare a calcio e ho faticato a bilanciare la mia vita attorno al calcio” ha raccontato Galton in un articolo del 2019 sul Manchester Evening News. “Così ho deciso di prendermi una pausa e pensare alla mia vita”.

“Dopo 5 mesi senza prendere a calci un pallone ho realizzato che [giocare a calcio] era tutto e l’unica cosa che ho sempre voluto fare” ha aggiunto Galton. È proprio in quel momento che arriva la chiamata del Manchester United.

Il secondo motive per cui Galton non avrebbe mai pensato di giocare nel Man. United è che è da sempre una tifosa del Leeds United. Proprio con la maglia del Leeds, dopo essere entrata da bambina nel settore giovanile, aveva poi esordito in prima squadra a 16 anni, collezionando in totale 35 presenze.

“Quando ho sentito che il Man. United Women stava creando una squadra ero tipo ‘Non posso giocare per il Manchester United, sono una tifosa del Leeds!’” ha raccontato l’attaccante in un recente episodio dello UTD Podcast.

È bastato il primo incontro con Casey Stoney, però, per farle cambiare idea. “Sono uscita da quell’incontro pensando ‘Wow, questa è la squadra in cui voglio giocare e questa è l’allenatrice per cui voglio giocare’” ha spiegato.

“Non avevo mai incontrato Casey prima, l’avevo solo vista giocare e l’avevo vista in TV. È stato un momento davvero interessante quando l’ho vista seduta nell’ufficio all’Old Trafford” ha raccontato a proposito del suo primo incontro con Stoney. “È stato un altro momento in cui sono entrata come una persona e ne sono uscita come una persona diversa”.

In quell’incontro “Casey ha detto che pensava di conoscere il mio potenziale e voleva investire in quello, e questo mi ha reso davvero entusiasta di lavorare con lei perché nessun allenatore mi aveva mai detto prima che erano entusiasti di vedere in che cosa avrei potuto crescere”.

È rimasta fedele alla sua parola e un anno e mezzo dopo sto arrivando dove pensava che sarei stata” ha dichiarato ancora la 26enne.

Per la carriera di Galton, dunque, l’incontro con Stoney è stato fondamentale. “Non ho mai avuto una allenatrice che credesse in me tanto quanto Casey” ha detto la numero 11 delle Red Devils. “Mi fa sentire molto più sicura in campo. E dato che è stata una calciatrice di recente sa come ti senti”.

A 26 anni Galton sta vivendo una stagione magica e potrebbe sognare anche l’esordio in nazionale maggiore. Quando giocava in NWSL aveva ricevuto la prima convocazione, ma aveva dovuto rinunciare a causa di un infortunio che l’ha tenuta lontana dal campo per 5 mesi.

Martina Pozzoli
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