Non poteva che chiudersi con un sofferto punto questo sofferto 2020, iniziato con Bugo che scappa da Sanremo e le Azzurre che scappano dall’Algarve. Sarebbe stato meglio vincere? Certo, ma sarebbe stato anche meglio non finire in mezzo ad una pandemia scatenata da un pangolino nella versione alla mandorla di Porta Palazzo. La verità è che questa annata funesta ha giocato al limbo con le aspettative di tutti, abbassandole giorno dopo giorno e lasciandoci qui a sperare non tanto in una qualificazione, quanto alla possibilità di poter soffrire in pace per l’esito incerto di una partita sgolandoci dentro ad uno stadio.

Giuliani – voto: 15+18. Come direbbe Rovazzi Laura Giuliani ha un problema nella testa, le funziona a metà e ogni tanto parte un suono che fa “Ma vaffanculo va”. Il suo labiale non lascia molto spazio ad interpretazioni, ma viene completamente dimenticato dopo un paio di miracoli che le garantiscono un posto nel Team Santi e Beati of the Year 2020 della Santa Sede. #ateeatrequartidaapalazzinatua

Gama – voto: 2.32*10^5 Anni Luce. La sua prestazione è spaziale, sia perchè è riuscita a mantenere inviolata la porta azzurra, sia perchè ha sparato fuori dall’esosfera un numero galattico di palloni. La NASA e Space-X stanno già provvedendo ad un aggiornamento degli obiettivi della missione del Rover Perseverance, ora incaricato di recuperare i palloni una volta raggiunta la superficie del Pianeta Rosso prevista per febbraio del 2021. #Weloveutothemoonandback

Fusetti – televoto: Codice 016. Dopo quasi un anno senza presenze in azzurro viene schierata da Bertolini al fianco di Gama, a sua volta al rientro da tre mesi di stop. Eppure, nonostante le perplessità iniziali, formano una coppia dal successo così imprevedibile come non se ne vedevano da Giò di Tonno e Lola Ponce al Festival di Sanremo 2008. #TotallyUniqueCompletelyNotEverBeenDoneBefore

Bergamaschi – Voto: A senso unico. Il ruolo che Bertolini le ha affidato è come l’Ikea, sai come entrarci ma poi non sai come cazzo uscirne. Tutti la vogliono e tutti la cercano: prima è sulla linea di fondo avversaria che lascia a terra una danese e crossa in mezzo per Giacinti, che non coglie la preziosa opportunità, e il secondo dopo è nell’area azzurra a cercare un modo per fermare Harder. Un vero factoctum, una giocatrice di qualità. #diqualitàdiqualità

Galli – Voto: BU10. Cercare di far pressing per recuperare qualche pallone al secondo centrocampo più forte d’Europa è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Nonostante giochi con il favore delle tenebre, è costretta a fare nomi e cognomi quando si accorge che il nome della sua avversaria numero uno in italiano diventa quello di una pentola elettrica degli anni 60. #Petronilla

Cernoia – Voto: 200 miliardi. Nei momenti peggiori per la manovra azzurra interviene con la stessa aggressività e potenza di fuoco di Cassa Depositi e Prestiti, dando poi prova delle sue abilità tecniche muovendosi tra le maglie rosse con un paso così adelante da ricevere una chiamata di congratulazioni da Roberto Arenales. In occasione della punizione dal limite affidata al suo mancino all’89 minuto, i telespettatori hanno avuto inoltre il privilegio di poter imparare l’esatta definizione clinica di infarto acuto del miocardio. #RecoveryanchesenzaFund

Giugliano – Voto: più basso di quello che dimostra. Alterna fasi di incertezza e imprecisione a momenti di lucidi anticipi sulle avversarie. Un disorientamento probabilmente dovuto alla scoperta dell’età anagrafica di Svava la quale, sotto quelle ciglia finte e quell’espressione da trent’enne con due matrimoni falliti alle spalle, nasconde in realtà la misera età di 10 anni per gamba. #GenZ

Bonansea – Voto: Testanera 8-6. Servita poco dalle compagne nella fase iniziale della partita solamente perchè la tinta bionda, quando si gioca contro una squadra nord europea, non è una grande idea. Confusione che continua fino al momento in cui Bonansea svirgolando il pallone rischia di segnare nella sua stessa porta, salvo poi rimediare spazzando via il pallone. Impagabile l’espressione di sollievo dell’azzurra, consapevole di essersela vista brutta come un Happy Hippo sul comodino di Galeazzi. #atomicabionda

Giacinti – Voto: 12314. Nei primi minuti, forse distratta dal pubblico non solo presente allo stadio ma anche provvisto di un talento musical e a metà tra Ringo Star e Jeff Porcaro, sbaglia la miglior occasione da gol delle Azzurre. Si fa perdonare nel secondo tempo con un filtrante profondo come la voce di Barry White che però Bonansea spreca nell’abbraccio mortale di Christensen. #unosdostrescatorce

Caruso – Giudizio: Universale. Il fatto che la sua presenza sia sempre più importante per le future sorti del centrocampo azzurro si nota dal fatto che si prende buona parte delle carezze al tritolo che di solito spettano alle caviglie di Cernoia. Esce dal campo con le gambe intatte come la schiena di Michelangelo dopo aver dipinto la Cappella Sistina, ma consapevole di aver disputato anche questa volta un’ottima gara. #Sistima

Bartoli – Voto: 025613. Numero di una stronza che si immola per la patria salvando un gol sulla linea, fa interventi in scivolata da cineteca del calcio, lancia per terra le avversarie che cercano di scappare gattonando dalla scena del crimine senza e tutto questo senza che nessuno a Roma le abbia ancora dedicato una via o una piazza. #capitale

Girelli – Voto: Non ha soluzioni reali. Un attacco senza Girelli è un po’ come le divisioni per zero: impossibile. L’attaccante azzurra decide quindi di materializzarsi in campo durante il secondo tempo senza avvertire nessuno, nemmeno l’arbitro che, preso alla sprovvista, decide di ammonirla. #venividiyellow

Rosucci – Voto: 3 avversari X 2 schiaffi. Entra in campo al 73′ al posto di Arianna Caruso. Sulle prime si nasconde come le imprecazioni dietro le mascherine, poi se ne esce cercando di liberarsi di tre avversarie contemporaneamente con una veronica e viene abbattuta con un’entrata di quelle che ti strappano gli schiaffi dalle mani. #adueaduefinchènondiventanodispari

Cantore – Voto: 23873. Entra all’89 al posto di Giacinti, formando con Girelli un’inedita coppia d’attacco. Un esordio breve ma intenso quello dell’Azzurra, felice come Paolo Brosio a Medjugorie di mettere piede in campo. #unesordiodellaMadonna

Bertolini – Voto: 11kg con carica frontale. Probabilmente grazie a qualche rito voodoo riesce a tenere fuori dal campo Nadim, autrice di una doppietta nella partita d’andata, e altre due titolari regalando, alla fine di questa annata da dimenticare, un punto dal retrogusto dolce come il miele. #SiscriveMielesileggeMile

Nonostante tutto, care Azzurre, anche per quest’anno, come diceva Garibaldi, grazie mille.

PER LEGGERE TUTTE LE PAGELLE IGNORANTI CLICCA QUI.

Giulia Beghini
© RIPRODUZIONE RISERVATA