Il sesto appuntamento sul mondo dei libri e dello sport organizzato da Fare Cultura ha avuto come ospiti Michele Uva direttore del dipartimento calcio e responsabilità sociale della UEFA e Moris Gasparri consigliere della Divisione Calcio Femminile,  autori entrambi del libro “Campionesse. Storie vincenti del calcio femminile”

A moderare la diretta sulla Pagina Facebook di Fare Cultura è stata Tiziana Pikler, direttrice di L Football.

“L’idea è nata perché ci sembrava giusto scrivere un libro che fosse il punto di partenza di un percorso, che era iniziato due anni prima in federazione. – Queste le prime parole di Michele Uva. – Siamo partiti con quest’idea ma speriamo di fare presto un aggiornamento. Il libro è diviso in tre parti: una storica che parte dalle origini del calcio femminile, un percorso di oltre cento anni. Mi piace ricordare sempre la differenza di 61 anni tra il primo Mondiale di calcio maschile e quello di calcio femminile. Consiglio a tutti di seguire il tracciato del libro. Ci sono in mezzo undici storie: nove giocatrici, una squadra e un uomo che è il presidente del Lione. Bisogna credere nel movimento calcio femminile. Io pongo sempre attenzione alle donne anche nelle squadre manageriali. La parola a cui sono più affezionato è investimento, parlo di investimenti non solo economici ma anche di visioni. Qualcosa che ti permette di andare avanti. La cultura è alla base della nostra società, ancora non abbiamo fatto passi da giganti rispetto a quando abbiamo scritto il libro. Purtroppo culturalmente siamo indietro. Io penso che si debba partire dalla cultura dell’integrazione, del lavoro comune e del voler progredire tutti insieme.” Ha aggiunto il dirigente italiano, ex Direttore Generale della FIGC ed ex vicepresidente UEFA.

Un riferimento su Francia 2019, un exploit per l’Italia ma un successo globale: “Io penso che Francia sia stato un bellissimo spot per il calcio femminile, a maggior ragione in Italia dove non si era mai raggiunto un successo simile. Il prossimo europeo che è stato spostato dal 2021 al 2022 in Inghilterra, probabilmente il paese che sta investendo di più nel calcio femminile. – Ha detto Michele Uva. – Secondo me l’Europeo in Inghilterra sarà straordinario. Poi ci sarà il Mondiale in Australia, ma secondo me l’Italia dovrebbe puntare ad organizzare i Mondiali del 2027. Penso che ci siano le possibilità, le potenzialità. Portare un Mondiale in Italia sarebbe un grandissimo progetto di rilancio dell’Italia nel mondo.” spiega ancora il Direttore Uva.

“In UEFA un anno fa abbiamo introdotto le licenze per le squadre femminile, quindi forzare le squadre maschili ad organizzare e tutelare le squadre femminile. Fare grandi investimenti per il calcio femminile crediamo serva. Ci sono delle nazioni come l’Inghilterra o la Spagna che stanno crescendo molto, l’Europa sta crescendo molto in generale. Un talento della nostra Serie A arriva da Malta (Haley Bugeja ndr) e gioca nel Sassuolo. La Uefa aiuta le federazioni a crescere. Quello che mi dispiace è che dopo il Mondiale in Francia mi sarei aspettato una crescita delle tesserate nel calcio femminile in Italia molto più elevato. Non c’è stata ma anche a causa del Covid”.

Il dirigente UEFA ha poi proseguito: “Calcio femminile o calcio delle donne? Per me è calcio, sono contrario a quelli che dicono che sono sport diversi. Quello che cambia è la reale attenzione che le istituzioni devono dare. Si è introdotto il professionismo dal 2022 però bisogna prestarci attenzione e guidarlo. Lo sponsor segue sempre il prodotto, l’entrata di Sky e Tim sta aiutando la crescita ma non crescono le tesserate. Giocare in uno stadio semivuoto o con il sole contrario alla telecamera non aumenta la qualità del prodotto”.

Michele Uva ha poi aggiunto: “La Nazionale è frutto del lavoro dei club, che sono determinanti alla crescita del sistema. La Champions League è stata creata come nuovo prodotto, vorrei mettere l’inno della Champions prima delle partite. Quando c’è il prodotto gli sponsor arrivano. I budget non sono troppo bassi, se io fossi un proprietario o un amministratore farei come fa il Lione: un budget importante sia per la squadra maschile che femminile. L’idea di avere un club universale quindi una squadra con budget distinti ma con attività comuni, quindi budget quasi equilibrati. Il Lione ora è seguito da alcune squadre europee. Mi piacerebbe che un domani anche le società di Lega Pro abbiano la propria squadra femminile.”  Spiega e conclude Michele Uva.

Miriana Cardinale

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