La US Women’s National Team e la US Soccer Federation (USSF) hanno raggiunto un accordo sulle condizioni di lavoro. L’accordo sull’equal pay, però, sembra ancora distante.

L’accordo impone che i voli charter, la sistemazione in albergo, la scelta della sede delle partite e il supporto del personale professionale per la squadra femminile siano uguali a quelli della nazionale maschile.

“Siamo lieti che le giocatrici della USWNT abbiano combattuto e raggiunto condizioni di lavoro uguali da tempo attese” ha dichiarato la portavoce delle giocatrici Molly Levinson all’Associated Press.

La stessa Levinson ha aggiunto che le giocatrici “restano impegnate come sempre nel lavoro per raggiungere la parità di retribuzione che meritiamo legalmente”.

Dunque, la battaglia legale per l’equal pay non è ancora finita. È in programma, infatti, un nuovo appello, dopo che le giocatrici hanno presentato ricorso a seguito della decisione del tribunale, lo scorso maggio, di negare la parità salariale.

Levinson sottolinea che l’obiettivo è “assicurarci di lasciare il calcio femminile in un posto migliore per la prossima generazione di donne che giocheranno per questa squadra e per questo paese”.

Il presidente della US Soccer Cindy Parlow Cone, ex calciatrice statunitense, ha definito l’accordo come un “passo avanti positivo” e afferma di essere “impegnata al 100% per la parità di retribuzione”.

“Spero che le giocatrici e i loro avvocati vedano che stiamo adottando un nuovo approccio. Il modo in cui abbiamo raggiunto questo accordo è stato collaborativo” ha detto Parlow “La mia speranza è che continuiamo su questa strada e siamo in grado di trovare una soluzione su tutti gli aspetti di questa controversia”.

Martina Pozzoli