L’approdo in Italia di Veronica Boquete rappresenta un segnale forte per il nostro calcio femminile

Con l’arrivo di Veronica Boquete, il Milan ha portato in Italia una delle calciatrici più forti degli ultimi 15 anni.

Ma i numeri, i trofei e le statistiche non bastano a spiegare l’importanza e l’impatto che questa giocatrice ha avuto sul calcio femminile spagnolo, e non solo.

Dall’esordio nel campionato spagnolo nel 2005 ad oggi, Vero ha giocato negli Stati Uniti, in Russia, in Svezia, in Germania, in Francia e anche in Cina. Nel suo palmares il trofeo più importante è la Champions League vinta nel 2015 con la maglia del Francoforte, che le ha permesso di diventare la prima calciatrice spagnola a vincere tale competizione.

Importantissima anche la vittoria del Campionato Europeo Under 19 nel 2004, il primo trofeo in assoluto vinto da una nazionale femminile spagnola. L’anno dopo Vero, a 18 anni non ancora compiuti, debutta nella nazionale maggiore.

Con la Spagna, da capitano, ha raggiunto nel 2013 la qualificazione agli Europei, a cui le Furie Rosse mancavano da 16 anni, e la prima storica qualificazione alla Coppa del Mondo nel 2015.

Nel 2017 il ct Jorge Vilda escluse Vero dalla lista delle convocate per l’Europeo. Da quel momento non è stata più convocata. Ad oggi la sua ultima presenza risale a Giappone – Spagna 1 – 2 del 13 marzo 2017. Attualmente Vero è ancora la miglior marcatrice della storia della nazionale spagnola con 38 gol in 56 partite.

Forse quell’esclusione è dovuta a motivi puramente tecnici, o forse, più probabilmente, è legata a quanto successo subito dopo il mondiale 2015, quando Vero si fece portavoce di un vero e proprio ammutinamento. Dopo l’eliminazione dal mondiale canadese, le giocatrici avevano spiegato la necessità di un cambiamento in una lettera ai tifosi e ad agosto dello stesso anno Ignacio Quereda si era dimesso dall’incarico di commissario tecnico che aveva mantenuto per 27 anni, venendo sostituito da Vilda.

“Non so se la mia non-convocazione [per Euro 2017] ha qualcosa a che fare con questo, penso e spero di no. Tutto quello che abbiamo chiesto dopo la Coppa del Mondo era un cambiamento che era necessario. Se è stata la mia voce quella che si è sentita di più è perché ero capitano” aveva detto Vero in un’intervista a El Pais nel 2017.

Difficile pensare che la mancata convocazione per quegli europei sia dovuta a scelte puramente sportive: nella stagione 2016-17 l’attaccante classe 87’ era la seconda giocatrice per numero di minuti in campionato, aveva disputato (e perso) una finale di Champions e una di Coppa di Francia e riteneva di “aver fatto una bella stagione”.

“Mancare un Europeo fa male, e se non si riceve una spiegazione di alcun tipo fa ancora più male” aveva scritto, dopo la notizia dell’esclusione dagli europei in Olanda, in un lungo post sui social, in cui affermava che avrebbe voluto “un altro finale, ma non per gratitudine per la sua storia o il suo passato, ma per le mie prestazioni attuali e il mio merito sportivo”.

Ho fatto tutto il possibile per il mio sport durante il mio periodo in nazionale e se non ci sono adesso a causa di cose accadute in passato, allora va bene. È deludente, ma va bene” afferma Vero “Ho fatto tutto il possibile per difendere il mio paese per 14 anni. Non avere alcuna spiegazione, però, è deludente. Siamo adulti e penso che le cose possano essere gestite meglio”.

Boquete non ha mai messo la parola “fine” al capitolo nazionale, così come il ct Vilda ha sempre affermato che le porte sono aperte per tutti, eppure il neoacquisto rossonero non è più stata convocata, neanche quando lo avrebbe meritato.

“Nella lista mi manca, ora più che mai, una giocatrice: Vero Boquete. Mi dispiace essere così onesta. Non ci sono scuse di alcun tipo in questo momento” aveva scritto la giornalista Isabel Roldan in un suo articolo su AS nel maggio 2019, dopo l’uscita della lista delle convocate per il mondiale in Francia, sottolineando le ottime prestazioni Vero nello Utah Royals in NWSL “Tutti l’hanno preso per certo che Vero non sarebbe stata lì [nella lista], ma la cosa più triste è che nessuno si chiede perché non sia più qui”.

La battaglia di Vero non si è fermata al cercare di cambiare la nazionale spagnola, ma è andata oltre. Nel 2013 la giocatrice galiziana aveva aperto una petizione per chiedere alla EA Sport di includere il calcio femminile su FIFA in quanto sosteneva che “potesse essere un fantastico strumento per far conoscere il movimento e un’opportunità per dimostrare la parità di genere”. Decine di migliaia di persone firmarono la petizione e a partire da FIFA16 vennero incluse alcune nazionali.

Probabilmente è stato un mix tra meriti sportivi e lotte extra-campo a convincere la città di Santiago de Compostela, città natale di Vero, a rinominare lo stadio col suo nome: dall’8 novembre 2018 lo stadio comunale è diventato ufficialmente “Estadio Vero Boquete de San Lorenzo”.

“È la più grande dimostrazione d’amore da parte della mia città e dei miei concittadini. Non importa solo il mio nome, conta che uno stadio di calcio prenda il nome di una donna. Questo è fantastico!” aveva dichiarato al The Guardian.

Veronica Boquete ha iniziato a giocare a calcio a Santiago de Compostela a 6 anni, ma il primo anno poté solo allenarsi senza giocare con la squadra perché per le bambine era vietato giocare in squadre maschili. Unica ragazza a giocare a calcio in città, fu proprio per lei che la regola cambio e poté giocare con i maschi fino a 15 anni.

Se Vero è cresciuta senza “punti di riferimento femminili”, ritiene che sia importante che oggi “le ragazze crescano supportando il calcio, in particolare il calcio femminile e abbiano punti di riferimento familiari”.

E l’ex capitano della Roja è consapevole di essere lei stessa uno di quei punti di riferimento che lei non ha avuto: “È una motivazione, ottengo molto di più di quello che do. Sapere che persone, ragazze mi guardano, mi seguono e vogliono essere come me, mi spinge a lavorare più duro, essere più ambiziosa e a lottare per i nostri diritti e per condizioni migliori”.

Il carisma e la personalità di un’atleta del calibro di Boquete e la sua fama sono senza dubbi aspetti fondamentali che possono dare un grande contributo alla crescita del calcio femminile femminile italiano.

Martina Pozzoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *