“O vinci o impari” è stato il commento più utilizzato dalle Azzurre nel post partita della sfida contro la Danimarca.

La sconfitta dell’Italia contro le vice-campionesse d’Europa è pesante non tanto per il passivo ma per come è maturata. Disattenzioni, poca aggressività in mezzo al campo, errori individuali in difesa e una fase offensiva mai capace di poter far male con continuità. Sono tutte cause che hanno contribuito alla disfatta azzurra per mano della Danimarca.

La CT Milena Bertolini ha mandato in campo una formazione schierata inizialmente con il 4-4-2 con Laura Giuliani in porta e linea difensiva composta da Linari e Salvai al centro, Boattin a sinistra e Bartoli a destra. Il capitano della Roma spostata sull’altra fascia per le assenze di Alia Guagni, positiva al COVID-19, e Valentina Bergamaschi infortunata. Assente anche Sara Gama, out per infortunio. Il centrocampo a quattro formato da Cernoia Giugliano, Rosucci e Bonansea, con quest’ultima posizionata un po’ più alta nella zona di attacco. In attacco Cristiana Girelli e Valentina Giacinti preferita a Daniela Sabatino. L’attaccante del Milan è stata scelta per la sua capacità di attaccare la profondità in velocità e mettere in difficoltà la difesa della Danimarca. Cosa che è poi avvenuta in occasione dell’unico gol azzurro.

Sorvolando sull’errore di comunicazione tra il portiere Giuliani e Girelli in occasione del primo gol subito dalle azzurre, l’Italia in fase di avvio ha avuto scarsa intensità, faticando non poco a mantenere le distanze in campo.

La Danimarca si è confermata squadra ostica, compatta e di esperienza con individualità di alto livello come Pernille Harder, Nadia Nadim e Sanne Troelsgaard. Le Azzurre hanno sofferto nel prendere le misure alle avversarie soprattutto a centrocampo, risultando lente e poco aggressive, come sottolineato da anche dalla stessa Milena Bertolini nel post partita: “L’inizio di partita è stato troppo titubante da parte nostra: abbiamo spagliato l’atteggiamento, con troppo timore reverenziale.”

La seconda rete danese è nata proprio da una situazione di scarso filtro a centrocampo, con Troelsgaard che è riuscita a servire in profondità Harder, tenuta in gioco malamente da Linari. L’attaccante del Chelsea ha poi servito un assist per il tuffo di testa decisivo di Nadia Nadim. Una rete arrivata in un momento della gara dove la retroguardia italiana si è fatta trovare più volte spiazzata e fuori posizione.

L’Italia è riuscita a reagire solo dopo il doppio svantaggio: “Paradossalmente ci siamo svegliate dopo il secondo gol e da lì abbiamo mostrato le nostre qualità” . Queste le parole di Bertolini a fine gara. Tuttavia le azioni offensive azzurre sono nate da giocate delle singole, in particolare Bonansea ha cercato spesso il tiro in porta dalla distanza senza incidere.

All’intervallo Bertolini ha sostituito Rosucci con Aurora Galli, cambiando marcia al centrocampo. Nella prima frazione di gioco l’unica calciatrice a mettersi in evidenza è stata Manuela Giugliano. La centrocampista della Roma ha cercato di muovere palla velocemente, non venendo però supportata dalle sue compagne, spesso troppo ferme nelle varie posizioni.

La ripresa del gioco ha dato una grossa mazzata sul piano morale con il terzo gol danese arrivata ancora sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Le azzurre sono riuscite a mettere in pratica l’idea offensiva di Milena Bertolini solo al 60′ con Valentina Giacinti, scattata sul filo del fuorigioco, è riuscita a sorprendere la difesa della Danimarca, grazie anche all’ottimo assist di Bonansea. Tuttavia aver accorciato le distanze non è servito all’Italia per rendersi più pericolosa. Il cambio Tucceri Cimini per Girelli ha lasciato tutti un po’ perplessi, non tanto per le qualità della subentrante, quanto per aver tolto dal campo il capocannoniere del campionato e della nazionale nelle qualificazioni, in un momento dove bisognava recuperare due gol di scarto. Annamaria Serturini, convocata all’ultimo per sostituire Valentina Bergamaschi, avrebbe potuto dare vigore, grinta e fantasia all’attacco azzurro.

Dagli errori, individuali o collettivi, della CT o delle calciatrici, è fondamentale imparare per arrivare preparate al meglio al ritorno contro l’ostica Danimarca e per strappare il pass per Women’s Euro 2022.

Giuseppe Berardi
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