Nel lungo cammino di qualificazione agli Europei 2022, è sempre stata questa la partita più attesa ed importante del girone.

Al “Castellani” di Empoli il match con la Danimarca sancisce un vero e proprio crocevia per il destino delle azzurre.

Il primo tempo di uno scontro che darà una sentenza definitiva solo il primo dicembre, quando a Viborg si giocherà il ritorno.

Italia che esce pesantemente sconfitta da questa battaglia ma che è pronta a giocarsi il tutto per tutto nella vera e propria guerra sportiva che andrà in scena fra poco più di un mese.

Bertolini, nonostante le assenze di Gama, Guagni e Bergamaschi, cambia poco rispetto alla partita vinta in Bosnia: Salvai riprende le redini del quartetto difensivo, Giugliano rientra a centrocampo e Giacinti accanto a Girelli in attacco.

Sondergard si affida al solito modulo, con la stella Pernille Harder a guidare la fase offensiva.

La partita sin da subito fa registrare un agonismo ed un ritmo di gioco di alta intensità, preludio di novanta minuti che saranno colmi di qualità.

Al 5’ minuto c’è il primo brivido per le azzurre, la verticalizzazione del centrocampo in maglia rossa trova Harder a tu per tu con Giuliani, che con un bell’intervento spegne il pallonetto.

Dal calcio d’angolo successivo nasce il vantaggio danese, Sørensen insacca direttamente dalla bandierina complice un misunderstanding sul primo palo occorso tra Giuliani e Girelli.

Italia che fatica a reagire e Danimarca che soprattutto sulle fasce con Svava, Harder e Nadim cerca di incrementare il vantaggio.

Al 14’ è ancora Harder, questa volta dal versante destro dell’area di rigore, ad impensierire la linea difensiva con un destro potente ma poco preciso che finisce di poco alto sulla traversa.

Italia che al 17’ si fa sorprendere nuovamente sulla fascia destra, il cross al centro di Harder pesca colpevolmente libera Nadim che in tuffo firma il raddoppio.

Azzurre che negli ultimi scampoli di primo tempo si svegliano dal torpore prima al 41’ con un tiro alto di Bonansea e due minuti dopo con un tentativo debole di Giacinti, entrambe cercano senza successo di riaccendere le speranze del match.

Primi quarantacinque minuti che si chiudono con le azzurre in visibile difficoltà nella fase di costruzione dell’azione ed in quella di contenimento delle ali danesi, che sfrecciano agilmente sia sulla destra che sulla sinistra.

Secondo tempo che si apre con l’ingresso di Aurora Galli al posto di Martina Rosucci per dare più sostanza al centro del campo.

Non bisogna attendere molto per il terzo gol della Danimarca, di nuovo fatale un calcio d’angolo per le azzurre: un’uscita poco convinta e, forse viziata da un fallo, di Giuliani a centro area permette lo stacco ed il gol di Nadim.

Al quarto d’ora della ripresa, quando ormai la partita sembrava andare avanti per semplice inerzia, c’è il lampo azzurro, Giacinti perfettamente imbeccata in verticale da Bonansea trafigge Abel in uscita ed accorcia le distanze.

Subito dopo altro cambio tra le fila tricolore: esce Girelli ed entra Tucceri.

Al 68’ una bella palla recuperata sulla destra permette a Bartoli di crossare al centro trovando in leggero ritardo Giacinti che non riesce nel tap in vincente.

Dopo pochi secondi, una serpentina di Nadim permette ad Harder di avanzare a campo aperto verso Giuliani, che con la punta delle dita sfiora il violento tiro salvando la sua porta.

Doppio cambio danese: Brunn e Snerle per Larsen e Nadim.

In campo per le azzurre nel finale Marta Mascarello al posto di Valentina Cernoia.

Partita che sicuramente dovrà essere analizzata attentamente per poter subito correggere quegli errori che hanno portato ad una prestazione deludente.

Le ragazze di Bertolini non sono mai riuscite ad entrare realmente in partita ed a sfruttare le tattiche di gioco che finora avevano fruttato vittorie convincenti.

La grande tecnica delle quattro di centrocampo non è mai stata sfruttata, si è preferito affidarsi a lanci lunghi destinati alle punte piuttosto che cercare fraseggi rapidi e brevi per poter eludere la grande compattezza difensiva della nazionale danese.

La differenza di fisicità, di età e soprattutto di esperienza internazionale si è fatta prepotentemente protagonista a vantaggio della Danimarca.

Ci sarà tanto da correggere in vista del ritorno e del match di recupero con Israele, fondamentale sarà recuperare energie fisiche e mentali ma anche concentrazione, sicurezza nei propri mezzi e tranquillità: solo così potremmo rivedere di nuovo in campo le Ragazze Mondiali.

ITALIA – DANIMARCA 1-3 (7’ Sørensen; 17’, 46’ Nadim; 60’ Giacinti)

ITALIA (4-4-2): Giuliani; Bartoli, Linari, Salvai, Boattin; Cernoia, Giugliano, Rosucci, Bonansea; Giacinti, Girelli. All.: Milena Bertolini
DANIMARCA (3-4-2-1): Abel; Sevecke, Boye-Sørensen, Veje; Sørensen, Troelsgaard, Junge Pedersen, Svava; Nadim, Larsen; Harder. All.: Lars Sondergaard

Federica Iannucci
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