Amandine Henry è soltanto la “vittima” più recente dell’ormai prolungata guerra tra la squadra nazionale francese e la sua allenatrice Corinne Diacre, ma probabilmente non sarà l’ultima.

Il capitano della nazionale e colonna portante del Lione, vincitrice di ben sei Women’s Champions League, è stata infatti esclusa sorprendentemente dalle nuove convocazioni in vista delle qualificazioni agli Europei 2022.

Interrogata a proposito, la CT Diacre ha affermato di non considerare la calciatrice al momento al livello della squadra nazionale, in seguito all’infortunio riportato a inizio stagione.

La risposta dello staff dell’OL non si è fatta attendere, prendendo nuovamente le distanze dalle decisioni e dalle affermazioni della coach francese. Secondo il club di Aulas infatti, Henry avrebbe in realtà ampiamente superato l’infortunio, tornando alla sua forma ordinaria tanto da aver ripreso il suo posto da titolare nella squadra e la mancata convocazione è stata accolta con estrema sorpresa e inevitabile delusione.

La sorpresa ad ogni modo non è poi così inaspettata. Solo un mese fa infatti, un’altra giocatrice del Lione e co-capitano della Nazionale Francese ha scosso l’ambiente sportivo annunciando di voler prendere una pausa dagli impegni internazionali per ristabilire il suo equilibrio. Si tratta di Sarah Bouhaddi, portiere dell’OL, che, al di là della diplomazia di facciata, ha fatto ben intendere che non tornerà in Nazionale finché Diacre sarà alla sua guida

I conflitti tra la squadra e la CT affondano le loro radici già nel 2017, quando Corinne Diacre spogliò Wendie Renard della fascia di Capitano, non considerando uno dei difensori più forti al mondo al “livello” della Nazionale. Nella sua recente autobiografia, Renard ha descritto apertamente un rapporto mai risanato che adesso vive solo di precario equilibrio tra le parti, tanto da aver portato la calciatrice a salutare la coach con una semplice stretta di mano al posto del consueto bacio sulla guancia, tradizionale della cultura francese.

Inoltre, l’esito deludente dei Mondiali ospitati in “casa” nel 2019 – quando, in seguito alla sconfitta contro gli USA, Diacre accusò Le Sommer di non aver seguito le sue istruzioni tattiche – spinse nei mesi successivi la squadra e in particolar modo le sue veterane a organizzare una tacita ribellione, nel tentativo di scavalcare la leadership dell’allenatrice e raggiungere direttamente i vertici della Federazione. Diace, venuta a conoscenza delle intenzioni del team, anticipò il “coup” e si assicurò il sostegno del Presidente Noël Le Graët e di tutta la Federazione.

È evidente dunque che l’ambiente vigente nella Nazionale Francese non sia l’ideale per la costruzione di una squadra che punti alla conquista di titoli importanti nonostante gli straordinari talenti che compongono la rosa. Ma sorprende ancora oggi la posizione della Federazione che, a dispetto del “braccio di ferro” in atto tra l’intransigente e autoritario CT e la squadra ormai insofferente, sembra nuovamente disposta ad appoggiare Corinne Diacre: fonti ufficiose infatti rivelano un accordo “segreto” tra le parti per prolungare il contratto dell’allenatrice fino al 2022, assicurando quindi il suo posto in panchina per i prossimi Europei.

Se l’esperienza della Nazionale Statunitense nel corso della sua storia ha insegnato qualcosa, è che non è mai un bene per una Federazione inimicarsi acerrimamente la squadra, perché se altre veterane come Henry, Renard e Le Sommer dovessero seguire l’esempio di Bouhaddi, il crollo rovinoso della Nazionale Francese diventerebbe inevitabile.

Rita Ricchiuti
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