Le rivali del Chelsea hanno duramente attaccato il club per aver mandato in campo Pernille Harder

L’esordio di Pernille Harder con la maglia del Chelsea, avvenuto domenica scorsa nel match contro il Manchester United, ha creato una serie di polemiche in Inghilterra.

Le rivali delle Blues hanno fatto notare come la calciatrice danese, acquistata dal Wolfsburg per la cifra record di 250 mila sterline, non abbia rispettato i termini di quarantena imposti da chi proviene dall’estero.

Sono stati infatti sollevati molti dubbi da parte di addetti ai lavori e sono giunte molte lamentele alla Football Association sul fatto che Pernille Harder abbia giocato una settimana prima la finale di Women’s Champions League a San Sebastian in Spagna, di conseguenza non abbia rispettato la quarantena per chi proviene da alcuni paesi europei.
Nel Regno Unito infatti vige l’obbligo di quarantena di 14 giorni per i viaggiatori che provengono dalla Spagna.

Il Chelsea non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Il club di Londra è sicuro di aver agito nel rispetto delle regole e delle linee guide per gli atleti.

Non la pensano così invece molti altri club che, nella prima giornata della WSL, non hanno schierato in campo calciatrici arrivate dall’estero, rimandando il debutto di diversi nuovi acquisti.

Dal canto suo il Chelsea ritiene di non aver violato nessun protocollo in quanto Pernille Harder è arrivata a Londra non dalla Spagna, ma dalla Germania, paese quello tedesco non soggetto a restrizioni o imposizioni di quarantena.

Inoltre la calciatrice nel corso della fase finale della Women’s Champions League nella regione basca della Spagna ha vissuto in una bolla di sicurezza, pertanto non soggetta a rischi legati al Covid-19.

Una storia che probabilmente avrà un seguito, in quanto, una fonte di un club rivale del Chelsea ha dichiarato che l’accaduto sarà oggetto di discussione del prossimo meeting della FA Women’s Super League.

Pernille Harder, fuoriclasse danese, ha firmato la settimana scorsa un contratto di tre anni con il Chelsea con un ingaggio da star per il calcio femminile, paragonabile a quello di Sam Kerr.

Un accordo, il più redditizio nella storia del calcio femminile, destinato a far da apripista per un crescente sviluppo delle transazioni economiche nel compravendita di calciatrici.

Giuseppe Berardi
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