Elisa Polli, rivelazione di questo inizio di campionato di Serie A, si gode l’ottimo momento di forma, coinciso anche con la convocazione in Nazionale maggiore.

Giovanissima e molto promettente, Elisa è nata a Sassoferrato nella Marche il 27 agosto 2000.

Precedentemente ha indossato in Serie A la maglia dello Jesina e del Tavagnacco. In Serie B proprio con la maglia dello Jesina è stata capocannoniere nella stagione 2015-2016.

Polli in Serie A non era ancora riuscita a raggiungere la definitiva esplosione a causa anche dei numerosi infortuni che negli ultimi anni l’hanno colpita. Questa però per la numero 9 dell’Empoli sembra essere la stagione della consacrazione: nella prima giornata Elisa ha siglato una tripletta e nella seconda giornata è andata a segno contro la Juventus, rivelandosi una delle punte più in forma del campionato. Questa condizione di ottima forma è valsa per Elisa la chiamata da Milena Bertoli in Nazionale per le partite contro Israele e Bosnia.

La bomber ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni al Corriere Adriatico: “Sono molto felice che tanti ne parlino, e di sicuro sono orgogliosa di rappresentare Sassoferrato in Nazionale. Vengo da una famiglia col calcio nel sangue, mio papà e mio zio giocavano a calcio a buoni livelli e mi hanno avvicinato a questo sport. Ringrazio i miei genitori, sono stati felici ed hanno tranquillamente avallato la mia scelta di giocare a calcio.”

Ha proseguito parlando della crescita che sta avendo il calcio femminile in Italia spiegando: “Negli ultimi tre o quattro anni il calcio femminile ha acquisito visibilità. Allo stesso tempo, è cresciuto il livello tecnico e il campionato di A sta diventando sempre più competitivo. Ha contribuito al miglioramento l’ingresso dei club più importanti, conosciuti per il settore maschile, i risultati si vedono, stanno arrivando varie giocatrici internazionali importanti. Quello italiano non è più considerato un campionato di secondo piano. Hanno inciso anche i successi della Nazionale? Sì certo, un altro risultato importante, in termini di visibilità, è stato conseguito dalla Nazionale ai Mondiali dell’anno scorso arrivando ai quarti”.

L’intervista si è conclusa con un racconto su di sé: “Sono uscita di casa a 16/17 anni, prima dell’esperienza a Tavagnacco. All’inizio è stato un po’ difficile ambientarsi e trovare gli equilibri. Ho cambiato del tutto vita ed essere lontana dai genitori a quell’età non è facile. Vedendola ora, sento di aver compiuto la scelta giusta, la rifarei altre mille volte. Ciò che faccio mi piace e mi fa star bene. Ci alleniamo tutti i giorni, tranne uno di riposo da osservare il giorno dopo la partita. Abbiamo allenamento doppio includendo la palestra un giorno, nel resto della settimana facciamo una seduta quotidiana. Il mio obiettivo guardando al futuro è quello di continuare a far bene nel calcio, salire ancora di livello in A e rimanere nel giro della Nazionale. Non precludo un’esperienza in qualche club estero. Spero un giorno di vincere un campionato, che sia in Italia o in altri paesi. Poi mi piace la fotografia, ma per il momento mi concentro sulla carriera calcistica. A chi mi ispiro? Sono una punta centrale classica e il mio idolo è senza dubbio Zlatan Ibrahimovic.”

Miriana Cardinale

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