Mentre i luminari della realtà virtuale stanno ancora cercando di capire se questa pandemia ci abbia reso delle persone migliori o meno, nella realtà dei fatti solo una cosa è chiara agli occhi e alle orecchie di tutti: le canzoni dell’estate fanno schifo.

Il lockdown non ha fatto bene agli abituè spagnoli di top hits Italia come Alvaro Soleir e Enrique Iglesias, che quest’anno non sono ancora riusciti a trovare una combinazione inedita tra le parole bailar, corazon, subeme e chica. Si sono trovate quindi costretti a fare da supplenti Elettra Lamborghini e Giusy Ferreri con La Isla, in buona compagnia di altre hit costiere come Mediterranea e Portofino, la canzone de il Pagante che però viene suonata meno di Settimana Bianca nonostante la stagione.

Alessandra Amoroso non si fa scappare neanche quest’anno l’occasione di mettere in un tormentone la santissima trinità del Salento, lu sule lu mare e lu ientu. Insieme a qualche accostamento di parole random tipo karaoke e guantanamera (anche se Guantanamo sarebbe sicuramente stata una parola più adatta ad un’estate post-lockdown), condisce il tutto con una base raggaeton di quelle che, anche se non la tolleri, ti si pianta nel cervelletto come la sfilza di zeri del codice iban della protezione civile.

Un grande contributo alla discografia da bagnasciuga lo danno i Ferragnez. Da un lato Fedez, tra una denuncia di Gasparri e l’altra, ha messo a disposizione dei dj set Le Feste di Pablo e Bimbi per strada. Dall’altro Chiara Ferragni ha deciso di duettare con Baby K, contribuendo al pezzo con la sola frase “questo è il pezzo mio preferito”, che è diventata un meme ancora prima di essere incisa su un disco.

Anche in questo caso il calcio può venire in soccorso a questa estate 2020. Per chi vuole giocare in casa, come non citare il richiestissimo contributo del tridente Bobo Vieri, Nicola Ventola e Lele Adani. Mentre Bobone nazionale decide di giocare di fino, intervenendo con circa lo stesso numero stesse sillabe della Ferragni in “Non mi basta più”, Adani decide di salire in cattedra.

Nelle vesti di mister sembra inizialmente allenare una squadra di calcio femminile. Un’illusione che dura giusto il tempo di dire “vamos, carajo”, dopo di che, con un’imprevedibilità degna di un cinepanettone, le presunte calciatrici diventano il corpo di ballo che segue le imbeccate di Bobo dj.

Per chi preferisce andare in trasferta, sul fronte canzoni spagnole, c’è il Club Alianza Lima a fare un superbo utilizzo dei vocaboli subeme e chica nel brano creato per promuovere la loro neonata squadra femminile. Un sound arrogante e un flow che in una rap battle metterebbe in seria difficoltà Gue Pequeno.

Qualunque sia la colonna sonora della vostra estate, però, alla fine conta poco, tanto dopo Ferragosto ormai è già Natale.

Quello che importa è che all’inizio del campionato manca veramente poco, e questa sì che è musica per le orecchie di tutti.

Giulia Beghini
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