Le calciatrici statunitensi Tobin Heath e Christen Press mettono radici nel mondo dell’imprenditoria. Le due volte Campionesse Mondiali con la USWNT infatti forniranno una esclusiva sessione di tutoraggio per le 15 imprenditrici che costituiscono la classe 2020 dello Stacy’s Rise Project ™.

Creato per aiutare a colmare il divario finanziario per le fondatrici, Stacy’s Rise Project ™ collega e dà potere alle donne imprenditrici da anni. Stacy’s Pita Chips, marca americana di snack fondata nel 1996 da Stacy Madison e dall’ex marito Marc Andus, è diventato un nome familiare arrivando sugli scaffali dei supermercati nazionali grazie a risorse come pubblicità, competenza, tutoraggio e supporto finanziario.

Queste stesse risorse sono esattamente ciò di cui le donne di oggi hanno bisogno per avere successo ed è per questo che Stacy’s® offre a 15 donne borse di studio da $ 10.000, tutoraggio individuale e un team dedicato di professionisti che creano, producono e posizionano strategicamente pubblicità per loro conto. Secondo un recente sondaggio commissionato da Stacy’s®, infatti, il 53% delle donne imprenditrici non ha avuto un tutor che le guidasse. Per la classe 2020 dello Stacy’s Rise Project ™, quindi, Stacy’s® ha scelto come tutor Tobin Heath e Christen Press, di già inserite nel mondo degli affari con la compagnia re-inc, il cui successo è al momento in costante crescita.

Ma facciamo un passo indietro.

Quando nel 2019, prima della partita per la SheBelieves Cup contro l’Inghilterra, venne chiesto alle calciatrici della Nazionale statunitense di scegliere un modello femminile da omaggiare con il nome sulla maglia, mentre Alex Morgan e Kelley O’Hara scelsero colleghe da poco ritirate dalla squadra, come Abby Wambach e Heather HAO O’Reilly, relativamente all’ambito sportivo, Tobin Heath si rese conto di aver riscontrato fin troppe difficoltà nella scelta di un punto di riferimento femminile che esulasse la Nazionale USA e il cui nome potesse sostituire il suo sopra l’iconico numero 17.

Ci sono domande la cui assenza di risposte genera altre domande ma soprattutto dà origine a fondamentali discussioni sul perché non esistano in primo luogo risposte soddisfacenti e variegate. E fu proprio in quel momento che Tobin Heath (la cui scelta ricadde poi sulla giornalista sportiva Doris Burke) capì l’importanza di un modello, di qualcuno che imposti un precedente, di un punto di partenza che apra uno spazio e lo tramandi alle generazioni successive in modo da farlo diventare sempre più ampio, di un esempio che permetta a una bambina davanti alla tv di dire: voglio essere come lei.

Tobin Heath, crescendo, non ha avuto la possibilità di rivedersi in tanti modelli femminili che “normalizzassero” il suo percorso e la sua scelta di vita, e forse proprio in quella partita del 2019 ha realizzato che sarebbe diventata lei il modello che avrebbe dovuto avere da bambina. E non l’avrebbe fatto da sola.

Sono dell’idea che la rivoluzione delle 99ers (la Nazionale USA campione del mondo del ‘99) abbia “camminato” affinché la ribellione della squadra del 2019 potesse “correre”, è proprio grazie al boom mediatico del ‘99 infatti che il calcio femminile americano ha conquistato sempre maggiore visibilità, mai abbastanza da abbattere davvero una cultura costruita su basi sessiste e spesso misogine, ma tale da costruire quella piattaforma che le 23 calciatrici del mondiale 2019 hanno solidificato tanto da renderla il loro campo di battaglia.

Se il percorso delle 99ers infatti era solo il primo vero passo di un viaggio che non era maturo abbastanza da prendere una posizione decisa, le donne del 2019 hanno deciso di reinventare la loro realtà e non hanno più accettato di tornare indietro e accontentarsi dello spazio che veniva loro concesso.

È necessario entrare in quest’ottica di rivoluzione per capire l’intenzione di calciatrici come Tobin Heath e Christen Press di intraprendere un’autentica missione di creazione di nuovi spazi, nuove possibilità, nuovi scenari che non siano più delimitati dai confini imposti dallo status quo ma diano vita a una nuova libertà culturale, individuale e collettiva, dove le donne non aspettano più che si investa nel loro talento ma decidono autonomamente di investire in sé stesse, di credere in sé stesse.

La consapevolezza di dover diventare il modello che aspettavano e di dover realizzare il cambiamento di cui avevano bisogno è ciò che ha spinto Heath e Press (assieme alle compagne di squadra e di vita Megan Rapinoe e Meghan Klingenberg) a fondare la compagnia re-inc, un brand di moda che intende innanzitutto smontare tutti gli stereotipi di gender che da sempre affliggono il mondo dell’abbigliamento e in particolar modo dello streetwear, caricando però le loro creazioni con messaggi, valori e obbiettivi che tra arte, cultura e attenzione alla contemporaneità sociale diventano un vero e proprio manifesto rivoluzionario e una presa di posizione ben precisa nei confronti dello standard imposto.

Ma ciò che re-inc rappresenta si rivela sorprendentemente affine allo stesso percorso della Nazionale Statunitense perché in entrambi i casi ciò che queste donne stanno effettivamente compiendo è l’occupazione uno spazio che non era destinato a loro in partenza.

Nel giorno della presentazione di una nuova partnership commerciale con il marchio di snack Stacy’s, Tobin Heath e Christen Press hanno reso questa lotta uno dei punti focali del loro lavoro e del loro impegno: la loro sola esistenza nel mondo del calcio e in quello degli affari sradica convinzioni sessiste ataviche secondo cui il posto delle donne non sia nel mondo degli uomini.

La presenza di Heath & Press nello scenario calcistico mondiale, il loro attivismo sociale e la crescente sicurezza in ruoli di leadership in una realtà imprenditoriale (Press è CEO di re-inc mentre Heath ne è il Direttore Creativo che imposta le direttive di stile e significato delle collezioni) plasmano letteralmente un nuovo mondo, svecchiano idee e convinzioni che non possono e non devono trovare più spazio nel 2020, realizzano spazi che non esistevano e che nessuno avrebbe creato per loro se non lo avessero fatto da sole.

Tra Heath e Press esiste in questo contesto una straordinaria comunione di interessi e intenti che affonda le sue radici proprio sul campo di calcio, nell’innegabile complicità del loro gioco come ali dell’attacco statunitense, ma la chiave della loro partnership professionale sta non solo nella conoscenza (le strade delle due calciatrici si sono incontrate già a partire dai tempi del college, nelle partite tra le rispettive università UNC e Stanford) ma anche nella complementarità dei loro approcci, nel gioco come nel business. Se Press infatti ha abbracciato in toto una mentalità imprenditoriale e razionale, che confluisce però spesso in un atteggiamento zen e meditativo, Heath sposa la creatività in tutte le sue forme, bramando l’entusiasmo elettrizzante che ne deriva ma con una visione concreta e immediata del lavoro. Le due personalità caratterizzano profondamente le rispettive influenze sul percorso professionale intrapreso e soprattutto danno vita a uno scenario inedito che smentisce apertamente il cliché che vuole spietatezza e cinismo come sinonimi di successo in ambito imprenditoriale.

La strada che la bandiera del Portland Thorns e la punta dello Utah Royals hanno deciso di intraprendere già diversi anni fa ormai mostra oggi una coerenza e una linearità definite, poiché la mentalità vincente con cui scendono in campo e le caparbietà nella lotta per la paga equa intrapresa a pochi mesi dal Mondiale di Francia 2019 si caratterizzano dei medesimi intenti con cui entrambe hanno inaugurato la loro esperienza imprenditoriale prima con re-inc e ora con Stacy’s. In tutti questi scenari infatti, il comune denominatore è la commistione tra gioco di squadra e individualità, gli insegnamenti che le due atlete hanno assorbito attraverso la carriera calcistica e che poi hanno riversato nel mondo degli affari, assumendo in entrambi i casi un’identità definita che non considera più umiltà e sicurezza, rispetto e audacia, coraggio e razionalità coppie di antitesi.

In occasione della partnership con il progetto “Rise” promosso da Stacy’s, per cui Heath e Press saranno mentori e punti di riferimento per le 15 donne proprietarie di piccole imprese commerciali che intendono cambiare e personalizzare il mondo dell’imprenditoria e del business e a cui Stacy’s garantirà consigli professionali, spazi pubblicitari e un budget di sostegno, le due veterane della USWNT hanno confermato e riaffermato la loro posizione in una ribellione sociale, hanno illustrato con incredibile e affascinante chiarezza quanto con la compagnia re-inc entrambe vogliano distruggere stereotipi, convenzioni e convinzioni sociali, reinventando il modo di concepire la creazione di vestiti, a partire dalla sostenibilità dei materiali e arrivando a una nuova definizione di taglia, che per una volta non deve rispettare uno standard ma il semplice benessere individuale. Aderendo agli intenti e agli obiettivi del marchio Stacy’s, Press e Heath hanno quindi ribadito la volontà ferrea di portare avanti una discussione sul mondo degli affari che evolva di pari passo con la filantropia e l’attenzione alle questioni umane per cui personalmente si battono.

Il modo di porsi di Heath e Press è onesto, schietto, ragionato e sentito al tempo stesso, insieme le due imprenditrici abbracciano le debolezze e i punti di forza, le differenze e le similarità individuali, rigettano gli ideali di perfezione e onniscienza e accolgono il dubbio, le incertezze che portano alla ricerca e il work in progress. Christen Press attribuisce proprio a Tobin Heath il merito di averle insegnato a non definire se stessa attraverso successi e fallimenti e a non considerare una difficoltà come un ostacolo ma come una spinta a raggiungere l’obiettivo. Ed è proprio questo il bagaglio culturale e professionale che le due donne metteranno a servizio delle 15 imprenditrici che si rivolgeranno a loro come ispirazione per elaborare costruire il proprio percorso professionale.

Lontane da ciò che rappresenta ancora e sempre la loro passione primaria (Heath e Press hanno deciso di non partecipare al torneo NWSL al momento disputato nello Utah a causa della minaccia persistente del COVID-19), Tobin Heath e Christen Press hanno reiventato anche questo periodo di quarantena, ritrovando proprio in questa crisi il momento ideale per concepire una nuova normalità, per valorizzare ancora di più i benefici quotidiani, per immaginare un futuro che non riprenda lì dove il presente è stato arrestato ma che riparta su nuove basi e con un inedito ideale di libertà, inclusione e normalizzazione di tutte le diversità.

Figlie di una generazione di transizione, cresciute in un ambiente innegabilmente privilegiato, Tobin Heath e Christen Press hanno fatto della loro cultura, delle loro possibilità e dei loro traguardi uno strumento di ricerca, informazione e lotta, mettendo a disposizione la loro piattaforma per chiunque avesse bisogno di un supporto per far riecheggiare la propria voce (il loro sostegno nei confronti della protesta Black Lives Matter o per la difesa di minoranze oppresse come la comunità trans è tanto forte quanto il loro femminismo innato) e scardinando passo dopo passo tutte le gabbie sociali in cui inconsciamente siamo stati intrappolati dalle generazioni precedenti. Heath e Press sono alleate e simboli di un “brave new world” e tra 10 anni, se le future calciatrici della Nazionale Statunitense saranno chiamate a scegliere un modello da omaggiare con il nome sulla maglia, non avranno troppe difficoltà a scegliere il loro.

E anche se non sono un’atleta, io per prima sarei fiera di indossare oggi il nome di Tobin Heath e Christen Press su una qualsiasi maglia.

Rita Ricchiuti
Martina Pozzoli

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