Intervistata da 90min, Carolina Morace ha espresso il proprio desiderio di allenare in Inghilterra.

Il nome di Carolina Morace è uno di quelli accostati alla panchina della nazionale inglese femminile. “Ho allenato 3 squadre nazionali e con il Canada sono riuscita a vincere la CONCACAF. Essere accostata a una panchina del genere insieme ad altri grandi nomi non può che essere una cosa positiva” spiega l’ex attaccante italiana.

Oltre alla già citata nazionale canadese, Morace ha allenato la nazionale italiana (2000-2005) e quella di Trinidad e Tobago.

A queste esperienze si aggiungono poi quelle in Italia sulla panchina della Viterbese maschile nel 1999 (prima donna italiana ad allenare un club professionistico maschile) e del Milan femminile (2018-19).

Morace non nasconde la sua ammirazione per il calcio inglese, ma più che un’esperienza sulla panchina delle Lionesses preferirebbe un’esperienza a livello di club

“Il calcio inglese è un calcio che mi piace molto. Sono molto amica di Hope Powell [ex allenatrice delle Lionesses], quindi sono venuta diverse volte [in Inghilterra] e ho visto giocare tutte le grandi squadre. Seguo molto il calcio inglese” spiega la 12 volte vincitrice della classifica marcatrici della Serie A “La mia assistente è inglese-australiana, quindi si, mi piacerebbe avere anche un’esperienza in un club”.

Morace ha poi parlato anche del calcio femminile in Italia e dal gap che ci separa dalle grandi nazioni europee: “Se andiamo a vedere quali sono i fondi per il calcio femminile nelle altre federazioni immediatamente capiamo la differenza. Non credo che debba essere inventato nulla da zero, basterebbe prendere l’esempio da altri paesi”.

Secondo l’ex ct azzurra il merito dei passi avanti fatti dal calcio femminile italiano è da attribuire a Michele Uva: “Se il calcio femminile ha fatto progressi oggi lo dobbiamo al progetto di Michele Uva, quando era direttore generale della Federcalcio. Spero che a partire da quella base stiano svolgendo il lavoro, perché è necessario andare avanti e farlo rapidamente”.

“Non sono io quella che può dire quale strada prendere perché c’è un campionato femminile in cui non sono stata coinvolta che dovrebbe guidare un progetto e mostrare la strada” conclude Morace.

Martina Pozzoli

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