L’Assemblea di ieri delle società di calcio femminile con la Divisione Calcio Femminile ha sancito una vera e propria spaccatura.

Da quello che emerge sarebbero solo quattro i club disponibili a ripartire e sono Juventus, Milan, Tavagnacco e Orobica. Tutti gli altri sono o contrari o incerti in merito a una ripresa del campionato, come riporta oggi La Repubblica.

La dura presa di posizione dei medici, che ieri hanno inviato una lettera, ha sorpreso la Divisione. Secondo i medici “il protocollo non risulta applicabile laddove non tutti i club sono organizzati criteri professionistici. Le criticità sono correlate anche alla tutela dell’integrità psico-fisica delle giocatrici e occorreranno dalle 5 alle 6 settimane per riportarle a una condizione accettabile”.

In poche parole sono contrari a una ripresa e ritengono “ineludibile” la chiusura del campionato 2019/20.

Ieri al termine dei lavori la presidente Ludovica Mantovani ha parlato di posizioni “articolate e differenti tra loro”. Segno che mettere d’accordo tutti è difficile e non sono bastate le oltre quattro ore di assemblea di ieri.

“Ci siamo confrontati e abbiamo ascoltato la posizione delle 12 società“. Ha dichiarato sempre la Mantovani che ha poi aggiunto: “La Federazione, consapevole delle difficoltà, ha confermato il proprio impegno e un supporto concreto ai club, si è trattato di un confronto aperto sugli scenari di un’eventuale ripartenza approfondendo tutte le tematiche di carattere sportivo, organizzativo, legale e naturalmente sanitario. Alla luce di quanto emerso, con molta responsabilità, sarà mia premura relazionare il presidente federale“,

La palla ora passa al presidente Gravina che lunedì in Consiglio Federale darà un verdetto definitivo.

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