Tommaso Becagli, presidente della Florentia, ha voluto rispondere alle recenti dichiarazioni di Elena Linari sull’appeal del calcio femminile italiano

Elena Linari, calciatrice della nazionale italiana e dell’Atletico Madrid, da recentemente dato una sua lettura personale sul calcio femminile che ha lasciato non pochi strascichi. Secondo Linari, la presenza di squadre non legate al maschile in Serie A causa scarsa attenzione da parte dell’ “italiano medio” e risorse economiche, in particolare con uno sguardo al post-COVID. Le sue parole hanno spinto Tommaso Becagli, presidente della Florentia, a risponderle attraverso un comunicato pubblicato sui social societari.

La squadra di San Gimignano non è affiliata a club maschili, ma nonostante ciò ha vissuto un’esponenziale crescita dal 2015. Partendo dalla serie D, in tre stagioni ha conquistato la massima serie nazionale nel 2018/2019. Alla sua prima apparizione in A ha terminato al settimo posto, mentre prima della sospensione si trovava in quinta posizione. “Orobica, Tavagnacco e Florentia SanGimignano sono in Serie A per meriti raggiunti sul campo, ossia giocando, vincendo e perdendo partite. Nello sport, per gli amanti dello sport, questi “particolari” dovrebbero ancora contare qualcosa. In futuro, continueremo a giocare, perdere e vincere partite, con la solita passione.”

Becagli ha voluto mettere in evidenza “le grandi risorse che abbiamo messo a disposizione del calcio femminile italiano, investendo in strutture, competenze, marketing e, soprattutto, in benessere per le atlete”. Ha ribadito la sua volontà di continuare il proprio percorso senza affiliarsi ai club maschili, ma di basarsi sulle proprie disponibilità e valori positivi, elementi caratterizzanti e più volte sottolineati dal management e ufficio stampa della Florentia. “Noi cerchiamo di dare il nostro contributo allo sviluppo del calcio femminile, nel modo più serio possibile e investendo molte risorse esclusivamente in nome di una passione, come molte giocatrici che ci conoscono sanno bene. Proviamo a essere non solo una testimonianza del passato del nostro sport, fatto di generosità, correttezza e tenacia, ma anche a essere uno strumento per il suo futuro, che dovrà essere fatto di valori, sostenibilità e professionalità.”

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