Sul destino della stagione di Serie A Femminile non ci sono ancora certezze. Il Consiglio Federale di ieri non ha fermato il massimo campionato delle donne, prendendo tempo per una decisione finale.

Se la Serie A maschile sembra avviarsi verso una ripresa, per il femminile nulla è certo. Il nodo da sciogliere è quello dei protocolli sanitari, troppo rigidi per il calcio femminile ma soprattutto costosi. Diventa fondamentale il contributo della FIGC per le piccole e medie società.

Sara Gama, capitano della nazionale italiana e della Juventus, lancia un grido d’allarme: “Serve un protocollo ad hoc per la nostra serie A e il professionismo”.
La calciatrice, in qualità di consigliere in quota atleti per l’Assocalciatori ha chiesto chiarezza sul da farsi. All’Ansa Sara Gama ha dichiarato: “Ci aspettiamo pari tutele sanitarie dei nostri colleghi uomini, che venga redatto un protocollo ad hoc perché quello dei dilettanti per noi non va bene per riprendere. Attendiamo poi anche le risorse per tornare ad allenarci e vivere da professioniste quali siamo”. E questo perché “le calciatrici oggi sono consapevoli di essere professioniste a tutti gli effetti e quindi si aspettano un riconoscimento ufficiale del loro status”.
“Quello che conta è il salto di qualità – sottolinea Gama – bisogna approdare al professionismo. Siamo a un bivio, ma nei momenti di crisi ci sono anche grandi possibilità, si può riformare”.

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