Un giudice distrettuale ha respinto la maggior parte delle richieste delle calciatrici della Nazionale degli Stati Uniti di calcio femminile nella battaglia legale contro la federazione calcistica USA.

R. Gary Klausner, giudice del distretto centrale della California, si è pronunciato a favore della US Soccer in merito alle richieste delle giocatrici di una violazione della legge sulla parità retributiva respingendo parte delle richieste contenute nel del titolo VII. Tra le motivazioni, si legge su media americani, il fatto che Megan Rapinoe, Alex Morgan e le altre non sono riuscite a dimostrare adeguatamente che sono state pagate meno dei colleghi maschi.

Le uniche istanze accolte sono quelle relative alla discriminazione per le condizioni di viaggio e del personale di servizi a supporto della squadra femminile.

“Siamo scioccate e deluse da questa decisione, ma non rinunceremo al nostro duro lavoro per l’equal pay. Siamo fiduciosi nel nostro caso e fermi nel nostro impegno a garantire che le ragazze e le donne che praticano questo sport non vengano pagate in maniera inferiore”. Queste le parole di Molly Levinson, portavoce delle giocatrici statunitensi.

Il caso non è stato archiviato e le calciatrici possono ottenere l’autorizzazione dal tribunale per presentare immediatamente ricorso.

Il giudice Klausner ha dichiarato che le calciatrici hanno negoziato accordi diversi rispetto alla squadra maschile e che hanno rifiutato i termini di accordo che ora reclamano.

Klausner cita i dati della US Soccer secondo cui, dal 2015 al 2019, i pagamenti alla squadra nazionale femminile sono ammontati a circa 24 milioni di dollari, in media 220.747 a partita, mentre i pagamenti alla squadra nazionale maschile sono stati circa 18 milioni di dollari con una media di 212.639 a partita.

I legali delle calciatrici hanno invece sempre sostenuto che quei dati sono distorti.

Giuseppe Berardi
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