Nella prima puntata di Women’s Talk, il format di approfondimento organizzato da L Football con Studio Assist sono intervenute 4 giocatrici ed un avvocato, esperto di diritto sportivo, il tutto moderato dalla direttrice Tiziana Pikler.

Le giocatrici, tutte accomunate da un’esperienza all’estero sono state Federica Russo, Marta Carissimi, Katja Schroffenegger ed Elena Linari. Insieme all’avvocato Manuel Sandoletti. Queste le loro dichiarazioni principali.

Partono con un pensiero sul periodo attuale e sulla possibilità di ripresa e Federica Russo dice: “Non sono mai stata per così tempo a casa, senza la mia routine. A tratti è pesante ma è l’unica cosa che possiamo fare in questo momento.”

In Spagna il campionato è stato interrotto definitivamente e Linari spiega:Mi aspettavo che avrebbero fermato completamente il campionato femminile qui in Spagna. Nel nostro sport non abbiamo gli stessi introiti del maschile quindi sanificare ogni volta gli impianti avrebbe un gran costo. Vedremo come proseguirà la Champions League.”

Carissimi invece dice: Penso che indipentendemente da quando l’importante è che si riprenda in totale sicurezza. Così come lo vogliono garantire al calcio maschile è giusto sia così anche per noi. Il rischio di contagio è uguale per tutti, professionisti e non. Noi abbiamo voglia di ricominciare e siamo in attesa, a volte con impazienza.”

L’Avv. Sandoletti esperto in diritto sportivo dice: “Sapere se si riprenderà o meno è una bella domanda. Doveva uscire un protocollo sulla ripresa ma dobbiamo attendere. Ci sono molti rischi, giuridici ed economici. Per le aziende, per i club e per le calciatrici. La federazione deve adottare un criterio a prescindere dagli status. Penso sia necessario riunirsi e cercare di garantire il sostentamento economico a tutto il settore, ci si dovrà venire incontro e trovare degli accordi.”

Gli allenamenti non sono semplici in un periodo di incertezza e Katja dice:Ci stiamo allenando per farci trovare pronte, ma non sappiamo per quando dovremo essere pronte. Non è facile lavorare senza obiettivo, mantenere quello che si è fatto sul campo con spazi ristretti e senza squadra è difficilissimo. Soprattutto a livello mentale si fa quello che si può fare.

Federica Russo si è trasferita in estate dalla Juventus al Napoli e sulla sua situazione racconta: Se si dovesse bloccare il campionato mi dispiacerebbe. Sono andata a Napoli per arrivare in Serie A, non poterlo raggiungere è frustrante. Penso che sia più importante la salute, però penso che si debbano trovare degli accordi un po’ come quelli che hanno fatto in Spagna. Siamo primi con due punti di distacco dalla seconda e con una partita in meno, quindi stavamo facendo un bel lavoro.”

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Alle quattro viene chiesto come affrontano la fase pre partita e se hanno particolari riti, a questo proposto Elena dice: “Non ho riti particolari. Semplicemente preparo la borsa la sera prima per ordinarmi e concentrarmi. Prima di una partita c’è un po’ di agitazione. Più partite fai più riesci a gestire questi momenti, impari a gestire le situazioni.”

Marta invece racconta: Tutte le atlete hanno riti scaramantici (ride ndr). In realtà sono più abitudini che scaramanzia. L’emozione che c’è prima della partita varia dall’avversario che andrai ad incontrare. Per noi il calcio è un gioco e dev essere un divertimento. Divertendoti esprimi il meglio di te.”

Katja replica:Non sono scaramantica. Come Elena rifletto la sera prima della partita. Ovviamente ci sono partite che senti di più e lì con il passare degli anni ho trovato un modo per tranquillizzarmi. Mi piace disegnare e cucire. Quando giochiamo prima della partita faccio un quadro oppure cucio qualcosa.”

Federica racconta: Sono diventata scaramantica in questi ultimi anni. Era diventato un modo per abbassare la tensione della partita. Non ho paura di affrontare la gara, è un’ansia che mi carica la mia. Immagino che ogni partita sia una finale.”

Infine una pensiero su giovani giocatrici che potranno avere successo nei prossimi anni, Elena Linari dice: “Una ragazza giovane ma molto promettente è Lucia Garcia dell’Atletic Bilbao, in Italia credo che ce ne siano molte di giovani under 20. Una in particolare non me la sento di citarla ma invito queste ragazze a non buttar via tutti i sacrifici che noi abbiamo fatto. Che non si accontentino ma che vogliano migliorarsi ogni giorno.”

Marta Carissimi risponde:In Italia fare un nome non sarebbe corretto. In questo momento abbiamo dei settori giovanili davvero forti. Hanno iniziato nei settori giovanili delle squadre maschili quindi sono riuscite ad allenarsi con metodologie e staff molto preparati.”

Federica Russo consiglia: Spero che le giovani non si montino la testa. Loro possono davvero diventare calciatrici, noi abbiamo dovuto combattere. Se si allenano con costanza e determinazione ed hanno le idee chiare possono raggiungere i loro obiettivi.”

Katja conclude: Ci sono tanti talenti, all’Inter l’anno scorso ho giocato con molte brave giovani. Altre le ho affrontate. Credo di non essere in grado di fare un nome su tutti.”

Si conclude così il primo appuntamento di Women’s Talk, il prossimo è fissato per la settimana prossima.

Miriana Cardinale