All’interno del report Raising Our Game pubblicato da FIFPRO vi è una sezione dedicata al nuovo ruolo di influencer che le giocatrici stanno ricoprendo in misura sempre maggiore nella società, a causa dell’aumento della visibilità di cui questo sport sta godendo.

Da un sondaggio condotto nel 2019, è emerso che ben il 96% delle giocatrici intervistate è attiva sui social media. In termini di piattaforme, tenendo presente che molte giocatrici sono attive su più di un social, Instagram la fa da padrone con il 97% delle intervistate che confermano di utilizzarlo. Seguono Facebook con il 78% e Twitter con il 54%.

L’utilizzo dei social network permette alle giocatrici di focalizzare l’attenzione dei fan su tematiche quali l’inclusione e l’uguaglianza di diritti mostrando in modo autentico come le lotte da giocatrici sul campo siano spesso lo specchio delle loro lotte di donne fuori dal campo. Le giocatrici più celebri utilizzano il loro status di vere e proprie icone per sostenere e dare voce al loro sport.

Tra le 20 giocatrici più seguite sui social media spiccano le americane, Alex Morgan in testa con 16.8 M di followers. Al secondo posto Megan Rapinoe con 3.6 M di followers, un numero incrementato del 180% nei sei mesi precedenti agosto 2019. Tra le non statunitensi troviamo la fuoriclasse brasiliana Marta al quinto posto, con 2.8 M di followers incrementati del 92% in sei mesi e l’olandese Lieke Martens con 1.4 M di followers.

I numeri evidenziano il crescente interesse del pubblico verso il movimento, fatto questo che non è sfuggito agli sponsor, i quali sembrano altrettanto interessati a queste nuove possibilità.

Il sondaggio proposto alle calciatrici evidenzia le principali motivazioni che le spingono ad essere presenti sui social siano la visibilità personale per l’84% e per promuovere il proprio sport per il 79%. Circa un terzo afferma di utilizzarli per promuovere la propria squadra e l’11% dice di sentirsi obbligata ad essere presente su questi spazi per rimanere al passo con i tempi. Solo l’1% delle intervistate tuttavia sostiene di ottenere da queste piattaforme delle entrate economiche.

Giulia Beghini
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