Marta Mason dal campo alla musica, due passioni viscerali che hanno segnato la sua vita e continueranno a farlo. Ex calciatrice, Marta ha vestito le maglie di Reggiana, Bardolino Verona, Mozzanica, ChievoVerona Valpo, ma anche quella azzurra della Nazionale. Tanti la ricordano anche come la ragazza semplice e giovane che era seduta al banco della scuola di Amici.

Persona molto carismatica, Marta è stata costretta a sospendere la sua carriera calcistica al termine della scorsa stagione a causa dei continui problemi al tendine d’Achille. Un addio sofferto e molto doloroso, avvenuto a soli 26 anni. Nel 2016 Marta Mason aveva partecipato al programma tv “Amici”, uscendo appena prima del serale, dopo una permanenza di cinque mesi.

Dopo quattro anni dalla sua esperienza televisiva Marta Mason ha pubblicato un extended play, composto da tre brani, intitolati: “La legge di attrazione” di cui è presente anche il videoclip, “Ogni cosa cambia” e “Tra il letto e l’abitudine”.

Marta è appena uscito il tuo nuovo EP “Ogni Cosa Cambia”. Un lavoro quasi autobiografico. Cosa è cambiato in te?

“É un lavoro autobiografico. Ho iniziato a scrivere questo EP quando ancora avevo addosso i segni della televisione, e la mia autostima stava rannicchiata in attesa che andassi a svegliarla. É rimasto congelato per tanto tempo. Due anni per l’esattezza. Ogni cosa cambia, è proprio vero. Questa frase è il centro della mia vita, di come io vedo l’esistenza e di come è stato concepito questo insieme di canzoni. Sono tre brani densi e parlano di me, senza tanti giri di parole. Dritti e puri.”

L’esperienza ad Amici ti ha dato tanto ma come hai detto più volte ti ha segnato molto, condizionando la tua autostima. Cosa ti ha fatto più male?

“Semplicemente non ero pronta. Sono entrata in un contesto per di più destinato al lancio di artisti determinati e sfacciati, con progetti ben chiari e orientati. Io pensavo sarebbe servito per studiare canto (sorride ndr). In effetti ho studiato tantissimo lì dentro , ma se mi chiedessi cosa avrei fatto di diverso ti risponderei che avrei voluto viverla ora quella possibilità, con un lavoro pronto e utilizzare il programma come mezzo di comunicazione più che di crescita. Mi porto dietro tante meravigliose conoscenze ma di certo non ne ha giovato la mia autostima. Senza quel programma non avrei conosciuto Veronica Marchi, con cui ho lavorato al mio primo singolo I Walk alone e all’Ep “ Ogni cosa cambia”.”

La tua musica che evoluzione ha avuto dagli esordi ad oggi?

“Il sogno più grande per ogni artista è arrivare a scrivere propri pezzi ed avere un progetto su di sè. Questa è stata la mia evoluzione, partire da cover per arrivare alla sincerità della scrittura di miei singoli. Non parlo di suoni o stili, perché non è quello che seguo per ora. Semplicemente mi sono seduta e ho cominciato a suonare con le mie parole.”

La tua vita è caratterizzata da due passioni molto forti: la musica ed il calcio. In cosa sono simili questi tuoi amori e in cosa sono diversi?

“Parto dalla parola “amori”. É questo il legame tra il calcio e la musica. Sono le mie passioni, è ciò che continuerei a fare sempre senza avvertirne il peso. É il modo più sincero che ho per mostrarmi, la palla e la musica. Di contro però sono due palcoscenici nettamente differenti per me. Il campo da calcio è un terreno semplice da calpestare, per parlare in “calcese”, non serviva che guardassi la difesa per capire se ero in fuorigioco o meno, era una cosa che sentivo naturalmente. Inoltre se ti va male una partita, hai comunque 10 compagne di squadra. Invece nel palco, con un microfono davanti mi sento completamente spogliata e senza sicurezze. Non ho più scuse. Sono da sola e sono nuda“.

Prima dell’avvento delle squadre maschili e delle TV nel calcio femminile, eri una delle giocatrici più seguite sui social. Possiamo dire che sei stata la prima calciatrice influencer?

Me lo sono già sentita dire qualche volta questa cosa, ma di fatto non me ne ero mai accorta (ride ndr). Grazie ad Amici ho avuto molta visibilità, come cantante e calciatrice di conseguenza. Poi ho lasciato il calcio nel momento di maggiore crescita e sono veramente felice di vedere quanto abbiano influito l’ingresso di top club e media. Un po’ alla volta le calciatrici avranno la visibilità e l’importanza che si meritano.”

Come ultima domanda avevamo previsto la banalissima “cosa farai in futuro”, ma pensandoci bene vorremmo consigliarti noi qualcosa da fare. Sarebbe bello se un giorno potessi incidere l’inno della Nazionale di calcio femminile o l’inno della Serie A Femminile. Che ne pensi?

“Che onore. Mi sono venuti i brividi nel leggerlo. Sarebbe molto potente e significativo per me. Se arriverà questa proposta l’accetterò molto volentieri. Mi rammarico sempre quando guardo le partite della nazionale e della Serie A attuale, non ti nego che vorrei con tutto il cuore essere ancora li dentro a farmi spazio e buttarla dentro. Per il mio futuro invece sono già in programma nuovi progetti. Quindi stay tuned”

Miriana Cardinale
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