Il calcio è sempre stato uno dei miei cantastorie preferiti. Gli eroi, le leggende, le imprese che questo sport riesce a raccontare hanno un sapore particolare per me, profumano di gloria, di unità, di normalità.

Ma le storie più intense sono quelle che sopravvivono al loro stesso finale, diventando immortali con la loro eredità. Quando i 90 minuti scadono, le luci si spengono e il verde del prato si confonde con la rasserenante oscurità della notte, il calcio deve saper accompagnarti a casa, deve superare le linee di campo e se può, cambiare in meglio il giorno che segue, cambiare una realtà stereotipata e tante volte tradizionalista.

Discriminate, sottopagate, ignorate e osteggiate dalla loro stessa Federazione fondamentalmente perché biologicamente donne, simbolo di un calcio che esula il tempo regolamentare, Tobin Heath, Christen Press, Megan Rapinoe e Meghan Klingenberg sono diventate emblema di questo cambiamento.

Pioniere di una rivoluzione che ha mutato il modo di guardare e giudicare il calcio femminile, la lotta che le atlete della Nazionale femminile statunitense stanno combattendo ora supera la supremazia dimostrata e affermata in campo e si affaccia su una competizione universale, quella che accomuna la battaglia di tutte le donne nella guerra alla discriminazione di genere.

In causa contro la federazione americana di calcio per ottenere la meritata paga equa rispetto ai salari concessi alla controparte – non così di successo – maschile, le due volte campionesse mondiali Rapinoe, Heath e Press e l’ex membro della nazionale statunitense campione del mondo nel 2015 Klingenberg hanno cercato un’altra valvola di sfogo per far sentire la loro voce e far valere un’opinione lasciata troppo spesso inascoltata.

Nasce così, con un percorso graduale e sempre in crescita, la compagnia “re-inc”, che si propone di re-immaginare lo status quo vigente con una visione del mondo e della società più inclusiva, equa e stimolante.

“We’re not interested in regular”

Spiegare l’idea alla base di re-inc non è estremamente semplice all’inizio, si tratta più che altro di un concetto che inizi ad assimilare col tempo, a volte anche senza rendertene conto, e più cominci a guardare la realtà attraverso quella particolare lente, più il quadro generale prende senso. Re-inc è una compagnia commerciale e un brand d’abbigliamento eco-friendly che intende cambiare quella “normalità” a cui siamo abituati, che pone interrogativi a cui non sappiamo rispondere, che promuove la diversità e l’arte, che prova sradicare gli schemi prestabiliti per aprirsi alla novità, all’inaspettato, a ciò che sembra scomodo ma che trasmette anche un senso di libertà.

Tutto nasce da poche t-shirt, da un motto ricreato “Liberté – Egalité – Defedez”, da un’amicizia consolidata, da una conversazione iniziata nel 2015 e da quell’ardente desiderio di continuare a “giocare” anche quando la partita finisce.

Con re-inc, Heath, Press, Rapinoe e Klingenberg hanno affermato la stessa indipendenza femminile che dimostrano ogni volta che scendono in campo e l’hanno fatto in quell’altra realtà che spesso la società ha riservato esclusivamente al “grande e forte” genere maschile, quella degli affari.

“We defend our title on the field and our dignity in the world.”

Attraverso la prima vera linea d’abbigliamento, la “RWB capsule”, ideata e disegnata da Tobin Heath e inaugurata nel 2019, re-inc ha reinventato lo stile “street wear”, staccandolo da una singola identità di genere e rendendolo universale ma soprattutto socialmente accessibile a chiunque voglia rivedersi e ritrovarsi in un particolare modo di vestire e pensare.

T-shirt, felpe con cappuccio e senza, pantaloni da tuta classici e pantaloncini, calzini, l’intera linea reinventa forme, taglie e colori, presentando nuove sfumature dei tre colori che compongono la bandiera statunitense (RWB – red, white, blue, che diventano “canyon red”, “ivory white” e “dusk blue”).

Parità, creatività, arte e progresso, re-inc è una compagnia che nasce su un campo da calcio ma sfocia nel mondo esterno, al di là dei confini di uno stadio, unendo la concretezza di un autentico business originale e intelligentemente inserito in un circuito economico all’ideologia di un gruppo di donne che non aspettano più che una possibilità venga concessa loro ma decidono di crearla da sole, per se stesse e per chiunque condivida una mentalità diversa dall’ordinario, una comunità che accetta di pensare fuori dagli schemi predisposti dalla società e lottare per un cambiamento che non preveda più confini e barriere.

Da un punto di vista prettamente finanziario, non si può negare che le prime creazioni di re-inc non siano al momento economicamente alla portata di tutti ma è necessario ricordare che re-inc non nasce come marchio di merchandising (come “USA beat Everybody”, creato dalle compagne di squadra Allie Long, Kelley O’Hara e Alex Morgan) ma come brand di moda a tutti gli effetti, comprendente l’imponente sostenibilità finanziaria che questo tipo di iniziativa comporta, soprattutto nelle fasi inaugurali di una compagnia che si avvale di manodopera etica decentemente retribuita e di strumenti e materiali eco-friendly.

Tobin Heath: l’artista

Ciononostante, re-inc non viene meno ai suoi valori e agli obiettivi con cui la compagnia è nata e quindi l’attenzione allo sviluppo del progresso e dell’arte resta il perno principale intorno a cui ruota il progetto.

Ogni novità del brand viene infatti preceduta dalla creazione di un’opera d’arte moderna frutto del sorprendente talento del Direttore Creativo del gruppo, la regina dei tunnel Tobin Heath.

Se Christen Press, Megan Rapinoe e Meghan Klingenberg abbracciano con crescente esperienza l’aspetto economico, commerciale e manageriale del brand, Heath è a capo del reparto creativo e oltre ad aver disegnato la linea RWB, ne ha anche inaugurato la presentazione con tre quadri, prodotti con la lavorazione di acrilico e resina, che riprendono il motto con cui re-inc ha fatto il suo ingresso sulle scene commerciali, “Libertè, Egalitè, Defendez”.

Creati principalmente per uso personale, prima di intraprendere l’avventura francese dei Mondiali 2019, i tre quadri sono diventati l’emblema dell’ideologia alla base del progetto convincendo Heath a venderli alla prima asta organizzata da re-inc, il cui 10% dei proventi è stato donato all’organizzazione no-profit “A Blade of Grass”, stanziata a Brooklyn e mirata al sostegno del potere dell’arte e dei giovani artisti.

Una seconda opera è stata creata e venduta recentemente per accompagnare la presentazione della collezione “Black & White”. Si tratta di “Pixelation”, un lavoro più complesso e ambizioso che Heath ha ideato e portato a termine in un laboratorio artistico a Portland (dove vive e gioca da anni, ormai bandiera del Portland Thorns).

Creata attraverso la sovrapposizione di ben quattro tele a loro volta portatrici di un messaggio (una di queste mostrava la scritta “I don’t understand but I want to” – Non capisco ma voglio farlo), l’opera conclusiva intende rappresentare, proprio attraverso i diversi strati che hanno condotto al prodotto finito, il processo di stratificazione di pensieri riguardanti gli schemi, le norme e le “gabbie” sociali in cui spesso siamo intrappolati, cercando un modo per sfuggire alle aspettative e ai giudizi altrui. “Pixelation” viene descritta dalla stessa Heath come espressione della “tensione” generata dal conflitto tra “aspettative e individualità”, alla ricerca di una soggettività che esuli i confini del sistema che ci circonda.

Anche i proventi della seconda asta organizzata da re-inc sono stati in parte ridistribuiti per lo sviluppo del progresso e dell’arte della comunità a cui la compagnia fa riferimento. E se un 17% della vendita complessiva è stato donato all’organizzazione “Alternate ROOTS”, al fine di alimentare il lavoro di artisti che promuovono giustizia economica e sociale, un addizionale 17% è stato devoluto alla “National Domestic Workers Alliance” per supportare gli sforzi dei lavoratori che sono stati costretti a restare a casa a causa della pandemia del Corona virus.

“Everything we design is made with our community in mind — individuals that courageously break norms and challenge outdated beliefs.”

Christen Press

Attraverso incontri e discussioni intavolate con collaboratori e personalità particolarmente investite nel sociale (Re-Set the Table), tra moda e arte, Heath (Portland Thorns), Press (Utah Royals), Klingenberg (Portland Thorns) e Rapinoe (Seattle Reign – ora OL Reign) hanno abbandonato la loro comfort zone e la loro arena preferita per creare una nuova piattaforma che possa sostenere loro e chiunque condivida il loro bisogno di rivoluzionare lo status quo. Il percorso di re-inc è solo all’inizio e certamente non incontrerà i favori o l’approvazione di tutti, ma se c’è qualcosa che sappiamo di queste donne è che sono nate per vincere, possiamo quindi solo immaginare i trionfi che ancora le aspettano nel tragitto.

E dai primi risultati ottenuti, immagino che il traguardo non sia poi così lontano.

Rita Ricchiuti
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