Marta Mascarello, giovane talento italiano. Nata e cresciuta nel cuneese, in estate ha scelto la Fiorentina, dopo l’esperienza in Serie A con la maglia del Tavagnacco.

Centrocampista di ruolo nonostante la sua giovane età, appena 21 anni, nel suo palmares vanta già due medaglie di bronzo, entrambe vinte con la maglia della Nazionale Under 17, uno delle quali è stata vinta ai campionati mondiali in Costa Rica.

Ha sempre giocato a calcio, tuttavia in passato ha praticato anche la pallapugno, sport molto diffuso nelle sue zone di origine, vincendo anche alcuni trofei, ma il suo futuro era scritto: avrebbe sempre giocato a calcio.

Il 4 marzo 2020 è una data molto importante per Marta Mascarello: in seguito alla convocazione ricevuta da Milena Bertolini per prendere parte all’Algarve Cup, arriva ufficialmente il suo ingresso nella Nazionale maggiore, il suo esordio arriva nel match contro il Portogallo, vinto poi per 2 reti a 1 dalle azzurre.

Come stai vivendo questi giorni particolari? Come ti alleni?

“Vivo questi giorni un po’ come tutti. Cerco di non annoiarmi troppo e di trovare sempre qualcosa per tenermi attiva. Sto con la mia famiglia, cerco di godermi i momenti con loro. Mi alleno tre volte a settimana con la squadra e i preparatori atletici tramite un’applicazione che ci permette di fare gli allenamenti insieme anche se virtualmente, in modo da vederci e confrontarci. Gli altri giorni cerco di allenarmi a casa con i materiali che ho a disposizione.”

Come hai reagito alla chiamata di un grande club come la Fiorentina?

“Sicuramente l’ambizione è sempre stata quella di raggiungere un grande club e la Fiorentina lo è. Quindi la chiamata mi ha fatta sentire onorata e felice. Non vedevo l’ora di iniziare questa nuova esperienza.”

Sei al centro del gioco viola, hai trovato difficoltà nell’intesa con le compagne di reparto?

“All’inizio mi è servito giustamente del tempo per ambientarmi, prendere i ritmi e capire le idee di gioco della squadra. Devo dire però che è stato un processo abbastanza veloce, per questo devo ringraziare le mie compagne che dal primo giorno hanno aiutato me e tutte le altre nuove calciatrici. Con le compagne di reparto ho un bellissimo rapporto, abbiamo un confronto continuo per cercare sempre di riuscire a migliorarci.”

A Firenze condividi lo spogliatoio con molte grandi giocatrici, quale ti sta aiutando maggiormente e sotto quali aspetti?

“Devo dire che sono felicissima di aver trovato questo tipo di spogliatoio. Siamo un gruppo sano, composto da persone umili e che vogliono sempre lavorare al massimo. Tutte dal primo giorno mi hanno trasmesso qualcosa. Se devo sceglierne una citerei Alice Parisi: giocando nello stesso ruolo cerco di trarre da lei il massimo sempre. Lei ha grandi qualità e apprezzo tantissimo la sua leadership fuori dal campo, è sempre attenta ad ognuna di noi.”

Un mese fa c’è stato il tuo esordio con la maglia della nazionale maggiore, che emozioni hai vissuto? Ritieni sia stato il coronamento di un sogno? Raccontaci quel momento

“In quel momento ero molto concentrata su ciò che avrei dovuto fare e non sono riuscita a realizzare subito. Ripensandoci ora sono contenta ed emozionata. Raggiungere la nazionale maggiore rappresenta certamente il coronamento di un sogno e allo stesso tempo deve darmi stimoli per migliorare continuamente.”

Da giovanissima hai iniziato a vestire la maglia azzurra, con la formazione Under 17, con la quale hai vinto due bronzi di cui uno mondiale, qual è il momento che più ti è rimasto nel cuore?

“Indubbiamente il mondiale giocato con la nazionale under 17, è stata un’esperienza straordinaria, con un gruppo di persone che non dimenticherò mai.”

A quale giocatrice ti ispiri?

“Non ho una giocatrice in particolare, cerco di trarre sempre il massimo da tutte le migliori interpreti del mio ruolo, il centrocampo. Osservo molto e cerco di imitare le cose che apprezzo maggiormente.”

Qual è stato il momento più bello ed emozionante della tua carriera calcistica?

“Finora penso sia stato giocare allo stadio Friuli, davanti a 5mila persone con la maglia del Tavagnacco. Ricordo quel giorno con grande emozione, ancora oggi mi vengono i brividi. Spero di poter vivere con la maglia viola momenti ancora più belli.”

Hai giocato a pallapugno, raggiungendo alcuni traguardi importanti, cosa ti ha spinta a scegliere il calcio?

“La pallapugno è stato uno sport della mia infanzia, legato alle tradizioni del mio piccolo paesino Monticello d’Alba. Non ho mai avuto dubbi sulla mia scelta, il calcio è la mia passione più grande da sempre.”

Com’è Marta fuori dal campo? Hobby, passioni…

“Mi ritengo una ragazza molto tranquilla e pacata. Amo la musica e suono la chitarra anche se vorrei migliorare. Leggo molto e adoro i film. I miei film preferiti li ho visti anche per tre o quattro volte senza mai stufarmi.”

Miriana Cardinale
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