All’interno del report Raising Our Game pubblicato da FIFPRO vi è una sezione dedicata agli stipendi delle calciatrici.

L’analisi spiega come i compensi possono variare da nazione e nazione, ma in molti casi, l’importo non è sufficiente per permettere una vita dignitosa all’atleta.

Rispetto allo studio sugli stipendi, realizzato sempre da FIFPRO nel 2017, è emerso, nei sondaggi attuali, che i salari sono cresciuti negli ultimi tre anni.

Nel survey il sindacato mondiali dei calciatori e delle calciatrici ha chiesto alle giocatrici come è cambiato il loro stipendio negli ultimi tre anni.
Nell’analisi, non tenendo conto degli estremi, quelli troppo bassi e troppo alti, è emerso che la crescita è stata del 68%.

Negli ultimi ci sono state anche delle equiparazioni di salario tra calcio maschile e femminile. Come ad esempio in Finlandia e Norvegia, mentre all’Ajax, il club ha garantito un salario minimo, di egual misura, per uomini e donne, con tutta una serie di tutele e diritti.

Dai dati raccolti da FIFPRO viene fuori che gli stipendi medi si attestano a 4.123 euro netti al mese. Nel 2017 il valore era di 2734 euro netti mensili. Attenzione però. Il sondaggio riguarda solo atlete professioniste.

Escludendo il 5% del campione tra i valori più alti e più bassi, lo stipendio medio netto al mese è di 3662 euro. Con 1493 euro in più rispetto a tre anni fa.

Nel calcio femminile si fa spesso ricorso a una serie di benefit, che vanno ad aggiungersi alla retribuzione delle calciatrici. Si tratta di alloggi, assicurazioni sanitarie, buoni pasto, spese di trasporto e altri ancora. Nel sondaggio è emerso che il 17% delle giocatrici non riceve alcun tipo di benefit. Quello più utilizzato dalle società di calcio è la casa. Garantire all’atleta un alloggio dove poter vivere.

Agli stipendi che le giocatrici ricevono dal proprio club di appartenenza, si aggiungono anche i compensi che vengono erogati loro dalle Federazioni per le presenze in Nazionale. Dal report si evince che c’è una parte di calciatrici che non ha mai ottenuto una retribuzione o un bonus per le attività con la nazionale, altre invece hanno dichiarato di ricevere con molto ritardo i compenso. Soldi che a volte vengono dati solo se si tratta di eventi internazionali di un certo rilievo, come Mondiali o altre competizioni internazionali.

Ci sono casi in cui la principale fonte di reddito deriva dalla Nazionale e non dal club. Così come ci sono delle entrate per le calciatrici, derivanti da altre attività. È il caso di accordi commerciali con sponsor o altri enti, privati, ma anche pubblici.

Per approfondire ulteriormente l’argomento vi rimando al report completo.

Giuseppe Berardi
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