L’Italia, e il mondo intero, sta attraversando uno dei periodi più difficili dal secondo dopoguerra.
La pandemia da Covid-19 ha travolto la nostra quotidianità, le nostre attività e la nostra socialità. Il calcio non è stato da meno, quello maschile come quello femminile.

Ora, tutti, ci stiamo rivolgendo a quel 4 maggio per capire come e se prenderà il via la Fase 2, cosa sarà possibile fare e cosa no. Anche il calcio è alla finestra. Non completamente fermo, però. È come se stesse scaldando i motori, pronto a una ripartenza che possa offrire una nuova speranza di normalità.

Ovviamente, la salute prima di tutto e per tutti. Non solo per le calciatrici ma anche per gli staff, le società e gli addetti ai lavori.
Però, se questa sicurezza dovesse arrivare, l’Italia avrà bisogno del calcio, soprattutto del calcio delle donne. Avrà bisogno dei sorrisi e della spontaneità delle nostre calciatrici, del loro entusiasmo e della loro simpatia. Alcune delle quali, solo meno di un anno fa, hanno fatto innamorare tutto il paese e che, oggi, ancora una volta potrebbero dire: ripartiamo da qui, tutti insieme.

Un segnale importante per l’intero movimento che, in caso contrario, si troverebbe davanti alla scelta (difficile) di cancellare un’intera stagione con un colpo di spugna, come se nulla fosse accaduto, oppure di congelare la classifica e decidere scudetto, Champions League, promozioni e retrocessioni a tavolino con una lunga coda di polemiche (sicure) di cui questo mondo non avrebbe proprio bisogno.

Soprattutto per poter proseguire su quella strada dello sviluppo che non può più permettersi ulteriori ritardi o tentennamenti anche per dare un futuro diverso alle nostre giovani calciatrici.
Non a caso abbiamo scelto di dedicare a loro il nuovo numero di L Football Magazine. Loro che, seguendo l’esempio delle colleghe più grandi, dovranno alzare l’asticella, in campo ma anche fuori. Per dirla con le parole della ct Bertolini.

Tiziana Pikler
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