Bianca Bardin, giocatrice dell’Hellas Veron Women ha risposto alle domande dei tifosi in diretta su Instagram con la società veneta.

Esordisce dicendo: “Sofia Cantore è essenziale per il gruppo, ha sempre la battuta in più che nessuno avrebbe il coraggio di fare. Ora però non vorrei si esaltasse troppo (ride ndr).”

Il numero 6 inizialmente non aveva significato, ora ce l’ha. Ho sempre indossato l’otto, sia in nazionale che nel mio passato. Però a Verona era stato ritirato per Melania Gabbiadini ed così ho scelto il 6.”

Un pensiero sul nonno che era un portiere e preparatore dei portieri nella Nazionale di Trapattoni: Mio nonno mi aiuta e mi supporta sempre, è l’uomo più felice del mondo di vedermi giocare a calcio. Lui era un calciatore. Lui è veramente molto silenzioso ma a modo suo dimostra di essere orgoglioso di me. Viene sempre alle mie partite e segue sempre ciò che pubblicano le pagine su di me. In primis è mio nonno poi è il calciatore che è stato, non c’è alcun tipo di imbarazzo. Cerca sempre di darmi consigli, è molto attento e raramente mi fa i complimenti. Se sono in disaccordo con ciò che mi dice qualcuno lui è sempre dalla parte degli altri. Ma alla fine cerca sempre di mettere una buona parola su tutto.”

Il curioso aneddoto: Prima della partita contro il Tavagnacco il nonno mi aveva chiamato dicendomi di tirare in porta. Ho segnato il gol del 2-1 con un bel tiro da fuori area. La partita è poi finita 3-1 con un’esplosione di gioia comune. In parte quel gol è stata anche fortuna. Penso sia più probabile che io faccia un assist piuttosto che un gol, sono sempre felice di farne. Ricordo il mio assist per Pasini che tra l’altro ha fatto un bellissimo gol.

“Sono giovane (classe 2000 ndr), non ho mai seguito il calcio maschile e nemmeno quello femminile. Giocavo a Vicenza, alla fine del primo anno nella Nazionale Under 17 ho ricevuto la chiamata dal Verona e ovviamente ho accettato. Verona non è lontana da casa, ho scelto il primo anno di fare la pendolare perchè andavo ancora a scuola e volevo terminarla. Ora studio medicina all’università e quindi abito a Verona.

“Ho finito la quinta e avevo il raduno con l’under 19, dopo un mese dal ritorno in Nazionale ho fatto il test di medicina mentre facevo la preparazione con l’Hellas. Uscita dal test di ingresso di medicina ero arrabbiata perchè avevo gestito male il tempo e non ero riuscita a terminarlo, invece è andato molto bene.

Bianca vanta 54 presenze consecutive in Serie A: Sono stata fortunata, sono capitata a Verona negli anni in cui noi giovani avevamo parecchio spazio per giocare. Il fatto di poter giocare mi ha trasmesso molta motivazione. Penso che la giovane età e l’entusiasmo di tutte sia ciò che ci ha reso un gruppo compatto. Sicuramente a volte un po’ di esperienza ci è mancata, una persona che ci potesse guidare poteva servire. Quest anno abbiamo avuto più ragazze esperte e penso che questo ci abbia fatto davvero bene.”

Una pedina del centrocampo gialloblù Elena Nichele nel mese di ottobre ha subito un grave infortunio: la rottura del leamento crociato e a questo proposito Bianca dice: “L’infortunio di Nichele ha cambiato le sorti dell’anno. Quel tipo di centrocampista ci manca, è più offensiva e più fantasista, ci sarebbe servita molto.”

Mi sono trovata bene a giocare con tutte le nostre attaccanti attuali. Basta capire di ciò che hanno bisogno. A Pasini bisogna dare la palla sui piedi. A Glionna se la servi lunga è molto veloce e ci arriva sempre. Cantore e Pirone invece possono essere servite con palloni alti, sono punte centrali.”

Ilaria Lazzari è esuberante, abitiamo insieme ed è quella con cui ci sono più controversie ma le voglio molto bene. Come dicevo prima per Cantore è un elemento che serve, è un’importante elemento di coesione.” conclude Bianca.

Miriana Cardinale
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