Il difensore classe 2000 della Roma Angelica Soffia è intervenuta in una diretta su Instagram organizzata dalla società.

Subito un pensiero sulle difficili condizioni attuali: “Mi tengo impegnata tra studio e allenamenti, la Roma ci ha dato il programma da fare a casa, un allenamento o due al giorno. Tra qualche settimana avrò gli esami quindi devo studiare. Ovviamente guardo anche le serie tv, ultimamente sto guardando “La casa di carta”, assolutamente da vedere.”

Un pensiero su Roma e sui romani: Le emozioni più forti ce le danno i tifosi sia in campo che fuori, ci riconoscono anche in giro. Sono lontana da casa da quando facevo seconda superiore, a Verona ero più vicina a casa mentre ora li vedo meno, ma sto bene da sola. Quando sono arrivata a scuola qui non conoscevo nessuno, ma i romani ti accolgono benissimo.”

L’esordio in Champions League: A 16 anni ho esordito in Champions League, ero giovane e non realizzavo benissimo. Il mio unico pensiero era quello di dare il massimo e fare del mio meglio. Subito non mi rendevo conto, ho realizzato dopo.”

“Quando giocavo con i maschi ero un’attaccante, nella mia prima squadra femminile sono diventata un centrocampista. Poi per necessità mi hanno adattata ad essere un esterno. Infine a Bari contro la Repubblica Ceca con la maglia azzurra mancavano i terzini e Rita Guarino mi ha resa un terzino. Mi piace fare il terzino ma penso di poter giocare anche in altri ruoli.” racconta Angelica.

Riguardo le sue compagne di squadra racconta: La caratteristica principale di un gruppo è l’umiltà perchè se in un gruppo non c’è nessuno è disposto a sacrificarsi per un altro. Noi siamo tutte quante umili, anche Andressa che è tra le migliori giocatrici al mondo lo è. Serve anche molto la cattiveria agonistica. Siamo un bel gruppo e si vede anche in questo momento, siamo sempre in contatto. Mi mancano tanto le mie compagne.”

Un match particolare per la classe 2000: “Nella partita contro la Fiorentina di quest anno c’era come sempre nel riscaldamento la canzone della Roma. A un certo punto ho alzato la testa e tutte quante le giocatrici, anche le straniere, la stavano cantando. Io penso che questo sia sinonimo di unione e amore verso la maglia perchè non ho mai visto una scena simile. Le partite al vertice come quella contro la Fiorentina, ci trasmettono o l’adrenalina in più oppure la paura in più. Capiamo già in base a questo se andremo a dare tutto per vincere o se saremo rassegnate.”

Poi la rivelazione: “All’inizio andavo al campo di nascosto, mia mamma non voleva giocassi. Per fortuna il suo compagno era l’allenatore e mi portava al campo. Sognavo di avere la mia borsa e le mie scarpe da calcio. Le prime scarpe che ho avuto sono state le Adidas come quelle di Del Piero. Ho iniziato a giocare a 11 anni.”

Essere l’idolo di alcune bambine è bello perchè puoi permettere loro di crescere sia calcisticamente che personalmente. Puoi trasmettere loro tanti insegnamenti positivi ed aiutarle.”

“Secondo me saremo una bella sorpresa, sento che il nostro gruppo è diverso e più coeso. Spero che quando riprenderemo la voglia di giocare e stare insieme ci possa dare la spinta in più che ci aiuti a fare grandi cose.” conclude la giocatrice giallorossa.

Miriana Cardinale
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