Kely Nascimento-De Luca, figlia minore di Pelè, ha girato un documentario sul calcio femminile coinvolgendo diverse star

“Warriors of a Beautiful Game” è il titolo del docu-film prodotto da Kely Nascimento-De Luca, figlia minore di Pelè, sul tema del calcio femminile. Diverse figure legate al mondo del calcio hanno sostenuto l’iniziativa, tra cui il calciatore camerunense Stephan Mbia.

La pellicola ruota intorno alla storia di Lais Araujo, calciatrice brasiliana dell’Adelaide United in Australia. A sedici anni viveva e giocava nella sua favela, senza scarpe e col fisico asciutto di chi non mangia regolarmente. La sua vita cambia quando Wilson Egidio la nota e chiede aiuto a Kely, sua cognata. La donna non aveva particolari contatti nel mondo del calcio femminile, quindi pensò di coinvolgerla in un’iniziativa di marketing ed instaurarono una grande iniziativa.

Intanto la calciatrice riuscì ad andare negli Stati Uniti e diventò popolare sul web mostrando la sua nuova vita. In campo, impressionò a livello collegiale tanto da essere convocata e vestire la maglia numero 10 della selezione brasiliana Under20 ai Mondiali in Papa Nuova Guinea del 2016. Araujo raccontò successivamente che mentre era in Brasile le era stato promesso dalla federazione che uno scout l’avrebbe visionata, ma per due anni attese invano la visita.

“Ho pensato che fosse una storia tanto incredibile quando incasinata da raccontare. Questa ragazza arriva da un paese che alleva talenti, ma ha dovuto affrontare questo viaggio per raggiungere la squadra nazionale. ” ha raccontato Kely, che ha dovuto conoscere a fondo il calcio femminile per raccontarlo. “Sono stata scioccata da diverse cose. Non sapevo niente. Non tanto dal sistema sessista, sono sudamericana e donna, quindi so bene di cosa si tratta. Più di tutto mi hanno lasciato senza parole le dichiarazioni fatte nel 2015 da coloro che avrebbero dovuto promuovere il movimento in Brasile.” . Con questa affermazione la donna si riferisce a quanto detto da un responsabile federale brasiliano secondo cui il calcio femminile attraeva maggior interessa in quanto “le donne erano più belle, più truccate e con i pantaloncini corti”, scatenando le ire di Marta e compagna.

Nel corso del documentario viene raccontata la crescita del calcio femminile nei diversi continenti. Passa dalle discriminazioni subite dalle donne musulmane sull’isola di Zanzibar alla favela di Vila Belmiro in Brasile, per poi trasferirsi nei top club sparsi in tutto il mondo, come Orlando Pride, Manchester City e Paris Saint Germain. L’Italia è stata rappresentata nella pellicola dalla Juventus, con le partecipazioni di Eniola Aluko, Rita Guarino e Stefano Braghin.

Hanno preso parte al progetto anche diverse calciatrici di primo livello, tra cui le statunitensi Alex Morgan ed Abby Wambach, l’inglese Nikita Parris e le connazionali della produttrice Marta e Formiga, oltre alla star del calcio maschile brasiliano Neymar.

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