Quando la vita frenetica a cui siamo abituati è costretta a fermarsi, cala il silenzio, anche in luoghi che non avremmo mai pensato potesse accadere. Posti, che prima erano abituati ad essere un punto di incontro, ma che ora sono chiusi e isolati.

L’isolamento di questi giorni somiglia a quando mettiamo in pausa la musica nelle nostre cuffie: immediatamente cala il silenzio attorno a noi.

Proprio in questi momenti, quando siamo soli con noi stessi, riflettiamo su tante cose, su argomenti a cui prima non pensavamo. Diverse calciatrici di Serie A ci rendono partecipi dei loro pensieri di questi giorni, sui social media.

Una riflessione particolare l’ha fatta Sofia Cantore, che sul suo profilo Instagram, paragona il suo stop forzato per il brutto infortunio dello scorso anno, allo stop imposto in questi giorni. “…Siamo talmente immersi, ogni giorno, in tutto quello che facciamo che non abbiamo mai il tempo di stare fermi, osservare e guardarci intorno. E quando una cosa più forte di noi ce lo impone, abbiamo paura…”. La giovane atleta conclude, spiegando che solo con riflessioni possiamo decidere di cambiare le cose ma che ora è il momento di fermarci tutti. Alla fine, come una grande squadra, unendoci andrà tutto per il meglio.

Per nessuno è facile questo periodo, proviamo a pensare a chi si ritrova solo e festeggia il giorno del compleanno, proverà sicuramente una sensazione di tristezza, malinconia. Tuttavia proprio da questi momenti si imparano ad apprezzare le piccole cose che prima erano parte della quotidianità. Questo tema è toccato da Giulia Bursi che festeggia con la sua famiglia il cinquantesimo compleanno del padre, sottolineando che se non fossimo in una situazione come quella attuale sicuramente avrebbero fatto una grande festa, invitando amici e parenti. “(…) è così bello fermarsi e tornare a godersi le piccole cose, piccole cose che, in realtà, racchiudono tanto o tutto.”

Il pensiero è condiviso da Gloria Marinelli, che si è ritrovata a non poter festeggiare il suo di compleanno, imparando però da questo particolare periodo il valore dei piccoli gesti che prima davamo per scontati. “(…)Non date mai per scontato NIENTE. Accorgetevi di quanto è importante un abbraccio, una carezza.(…)”.

A Bergamo, la situazione di emergenza a causa del Covid-19 è davvero critica, purtroppo muoiono moltissime persone quotidianamente, senza prima aver dato un ultimo saluto ai loro cari, senza nemmeno poter avere una degna sepoltura. Annamaria Serturini cresciuta nel bergmasco invita le persone a fermarsi, suggerendo che fermarsi a riflettere in una vita così frenetica non è poi cosi male. Soprattutto, ci si può dedicare ad attività o passioni che prima si trascuravano a causa del poco tempo. FERMIAMOCI. Per aiutare medici ed infermieri a gestire al meglio quest’emergenza”.

Il mondo, ci lancia tanti avvisi, ma non siamo mai stati costretti a fermarci. Pensiamo ad esempio allo scioglimento dei ghiacci, oppure ai grandi incendi boschivi. Tuttavia noi umani non sempre ascoltiamo questi segnali che il nostro pianeta ci manda. Vivendo sempre una vita frenetica ci era difficile soffermarci a riflettere su quanto accadesse attorno a noi. La pandemia non è quindi da vivere solo in maniera negativa, questo è quanto sostiene Stefania Tarenzi. “(…)Non stiamo bene. Non sono un nemico, sono un mero messaggero, sono un alleato, sono la forza che riporterà l’equilibrio. Ora mi dovete ascoltare: sto urlando di fermarvi!(…) Non puoi essere sano in un ecosistema malato.”

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Fermatevi, semplicemente, alt! Stop! Non muovetevi, non è più una richiesta, è un obbligo. Sono qui per aiutarvi. Questa montagna russa supersonica ha esaurito le rotaie. Basta aerei, treni, scuole, centri commerciali, incontri. Abbiamo rotto il frenetico vortice di illusioni e obblighi che vi hanno impedito di alzare gli occhi al cielo, guardare le stelle, ascoltare il mare, farvi cullare dal cinguettio degli uccelli, rotolarvi nei prati, cogliere una mela dall'albero, sorridere ad un animale nel bosco, respirare la montagna, ascoltare il buon senso, abbiamo dovuto romperlo. Interromperemo questa trasmissione, l'infinita trasmissione cacofonica di divisioni e distrazioni per portarvi questa notizia: non stiamo bene. Nessuno di noi; tutti noi stiamo soffrendo. L'anno scorso le tempeste di fuoco che hanno bruciato i polmoni della terra non vi hanno dato pausa. Nè i ghiacciai che si disintegrano, nè le vostre città che sprofondano, nè la consapevolezza di essere i soli responsabili della sesta estinzione di massa. Non mi avete ascoltato. È difficile ascoltare essendo così impegnati, lottando per arrampicarsi sempre più in alto sull'impalcatura delle comodità che vi siete costruiti. Le fondamenta stanno cedendo, si stanno inarcando sotto al peso dei vostri desideri fittizi. Io vi aiuterò. Porterò le tempeste di fuoco nel vostro corpo, inonderó i vostri polmoni, vi isoleró come un orso polare su un iceberg alla deriva. Mi ascoltate adesso? Non stiamo bene. Non sono un nemico, sono un mero messaggero, sono un alleato, sono la forza che riporterà l'equilibrio. Ora mi dovete ascoltare, sto urlando di fermarvi! Fermatevi. Tacete. Ascoltate. Ora alzate gli occhi al cielo, come sta? Non ci sono più aerei, quanto vi serve che stia bene per godere dell'ossigeno che respirate? Guardate l'oceano, come sta? Guardate i fiumi, come stanno? Guardate la terra, come sta? Guardate voi stessi, come state? Non puoi essere sano in un ecosistema malato. Fermati. Molti hanno paura adesso, non demonizzate la vostra paura, non lasciatevi dominare. Lasciate che vi parli, ascoltate la sua saggezza. Imparate a sorridere con gli occhi. Vi aiuterò, se mi ascoltate.

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Ci troviamo in una situazione surreale, sembra quasi di vivere in un film, non somiglia alla vita reale. Ma questo ci insegnerà il valore delle piccole cose, dei piccoli gesti. Nella nostra quotidianità siamo sempre stati liberi: di prendere un aereo e andare dall’altra parte del mondo, di poter stringere chi amiamo, di poter andare allo stadio. In un momento di crisi come questo ci possiamo rendere conto di quanto tutto quello che prima ci appariva così scontato in realtà non lo è.

Quando torneremo liberi sicuramente ci abbracceremo più forte di prima, saremo più felici di prima, ai nostri occhi tutto apparirà più bello e, finalmente e forse verrà dato il giusto valore ad ogni cosa.

Tutto questo passerà, ma lascerà un ricordo indelebile nelle vite, in ognuno di noi, con l’augurio che dopo saremo tutti quanti persone migliori.

Miriana Cardinale