Megan Rapinoe è rimasta colpita dalle capacità tecnico-tattiche della Spagna, la cui crescita è iniziata “recentemente” ma fatto enormi passi in avanti

“Il loro controllo del pallone e del gioco è stato impressionate, è stato davvero difficile superarle.” così ha commentato l’americana Megan Rapinoe, Pallone d’Oro 2019, al termine della sfida contro la Spagna nella SheBelieves Cup. Le “Furie Rosse” hanno terminato la competizione con due vittorie, ottenute contro Giappone ed Inghilterra, ed una sconfitta proprio contro la selezione organizzatrice del torneo. Alexia Putellas, cervello delle iberiche ed autrice del gol vittoria contro l’Inghilterra, è stata premiata come miglior giocatrice del torneo.

Il senso di sorpresa misto a leggera ammirazione che si legge tra le linee nelle parole di Rapinoe non si può considerare inatteso se si pensa alla rapida ascesa vissuta dal calcio femminile spagnolo.

Quando la calciatrice americana si preparava per alzare la Coppa del Mondo nel 2015, la terza per la selezione a stelle e strisce, la Spagna era al suo esordio nella competizione iridata. Quattro anni dopo la squadra di Jorge Vilda è stata eliminata proprio dalle campionesse in carica agli ottavi di finale, ma, come testimoniato da Rapinoe stessa, il divario è in netta decrescita.

Per anni il calcio femminile in Spagna non è esploso, nonostante una semifinale europea conquistata nel 1997. Reticenze culturali e mancanza di investimenti (vi suona familiare?) alla base del mancato sviluppo dopo l’ottimo risultato ottenuto. Qualcosa inizia a cambiare all’inizio del decennio scorso, quando club maschili e federazione iniziano ad intravedere opportunità in questo movimento (vi risuona familiare?) complici gli esempi negli altri paesi europei. Tra i dati aver spinto questi player ad investire nel calcio femminile spagnolo è stata la crescita del numero di calciatrici in Spagna, che passò da 11 mila unità nel 2003 alle 40 mila di dieci anni dopo.

Questa crescita iniziale di tesserate è stato il motore per la prima fase di sviluppo in terra iberica. Le selezioni giovanili spagnole furono orfane di risultati meritevoli di attenzioni fino al 2010, quando la squadra 2017 si classificò per la prima volta seconda. Da quell’anno, solo una volta non si è qualificata alla fase finale dell’Europeo, ottenendo nelle altre edizioni due medaglie di bronzo, quattro argenti e due ori nel 2017 e 2018, coronati con la vittoria del Mondiale Under 17 in Uruguay nel 2018. Di riflesso, la Nazionale Under 19 iberica ha conquistato dal 2014 un terzo posto, tre secondi posti e due vittorie europee, oltre ad un argento mondiale in Francia nel 2018.

La selezione maggiore dovette aspettare 16 anni dalla semifinale europea per qualificarsi nuovamente alla manifestazione continentale. Avvenne nel 2013, per poi fermarsi ai quarti di finale. Stesso risultato quattro anni dopo in Olanda. Di mezzo, la prima volta al Mondiale, nel sopracitato evento del 2015 in Canada, in cui vennero eliminate alla fase a gironi. Come andò la scorsa estate in Francia già è stato detto, ma fu comunque un’edizione positiva per la Spagna in termini di visibilità. Infatti un milione e trecento mila persone assistettero alla sconfitta contro gli Stati Uniti, secondo miglior risultato come numero di telespettatori alle spalle del milione e seicento mila che seguirono in diretta la finale di Copa de la Reina 2019 tra Real Sociedad e Atletico Madrid.

Lo sviluppo del calcio femminile spagnolo non riguarda ovviamente solo la selezione nazionale, ma anche i club. Fondamentale il patrocinio di Iberdrola, compagnia produttrice e distributrice di energia elettrica, main sponsor del campionato.

La scorsa stagione la competizione ebbe 100 mila telespettatori, con una crescita del 37%. Nel Marzo 2019 si registrò il record di presenze allo stadio per una gara di calcio femminile tra club, quando sessanta mila persone riempirono il Wanda Metropolitano per la sfida tra Atletico Madrid e Barcellona.

Durante questi ultimi mesi il calcio spagnolo ha vissuto un periodo di grande tensione a causa degli scontri tra club, federazione e calciatrici in merito ai contratti collettivi e ai diritti audio-televisivi. La situazione dovrebbe essersi risolta al meglio, con l’accordo con tra federazione e sindacati delle giocatrici per i primi e tra club e MediaPro per i secondi.

Tanto è stato fatto fuori dal campo, ma ancor di più dentro al rettangolo verde. I risultati delle selezioni giovanili e la crescita della Nazionale maggiore si basano anche su un’idea calcistica ben precisa. Tutte le squadre giocano con lo stesso sistema di gioco e con gli stessi principi, che vengono insegnati alle giocatrici sin da piccole, come accaduto nel maschile. Questo permette alle ragazze di arrivare “tra le grandi” e saper già come muoversi e dialogare con le compagne.

Tra le componenti principali del gioco spagnolo ci sono proprio la capacità di palleggio e di dominio del pallone che hanno colpito Rapinoe nelle recenti sfide. “E’ una squadra molto consistente, che è migliorata molto e ti rende difficile giocare.” e se lo dice una bi-campionessa del Mondo non ci resta che crederle.

Paolo Di Padua
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