La fortissima calciatrice del Wolfsburg e della Danimarca, Pernille Harder è al centro dei desideri dei club inglesi della Women’s Super League. In particolare sulle sue tracce ci sono il Chelsea Women e il Manchester United disposti a offrire alla calciatrice danese uno stipendio monstre.

Il contratto che lega Pernille Harder al suo attuale club, il Wolfsburg, scade nel 2021, ma c’è una clausola, legata ad una cifra, che potrebbe liberare la calciatrice già la prossima estate.

È su questo aspetto che si concentra il pressing del Chelsea, che vorrebbe portare a Londra Harder già alla fine di questa stagione calcistica.
Le parti non hanno confermato la presenza della clausola nel contratto, ma secondo quanto riportato da alcuni media tedeschi, la cifra per liberare Harder sarebbe di 300.000 euro.

Ma c’è un altro aspetto che potrebbe essere determinante nella scelta della prossima squadra di Pernille.
Nel Chelsea gioca Magdalena Ericsson, fidanzata di Harder e le due non hanno mai nascosto la volontà di tornare a giocare insieme.

Le due giocatrici si trovano al momento in ritiro con le rispettive nazionali in Portogallo, impegnate nell’Algarve Cup. Sabato prossimo si troveranno da avversarie, l’una di fronte all’altra nel match Danimarca – Svezia.

Proprio dal ritiro della nazionale danese arrivano le parole di Pernille Harder che conferma la sua volontà di voler giocare nella stessa squadra della fidanzata.

“Giocheremo sicuramente di nuovo insieme”, queste le parole di Harder alla tv Fotbollskanalen. “Magda mi ha parlato molto del Chelsea ed è chiaro che si tratta di un ottimo club”. La numero 10 della Danimarca ha fatto chiaramente intendere che stare vicino alla sua compagna è un fattore determinante nella scelta della sua prossima destinazione.

Pernille Harder è considerata una delle calciatrici più forti al mondo. Attualmente è la miglior marcatrice della Frauen Bundesliga con il Wolfsburg.

Dopo l’approdo di Sam Kerr, il campionato di calcio femminile inglese si appresta ad accogliere un’altra top player.

Giuseppe Berardi

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