Nuovo passo avanti nella gara per l’assegnazione della Coppa del Mondo femminile 2023. I quattro paesi che si sono candidati per ospitare i prossimi mondiali hanno presentato i loro piani per il torneo al Comitato esecutivo della UEFA, prima del Congresso di Amsterdam.

La FIFA aveva inviato i documenti di registrazione delle offerte delle associazioni dei membri interessati nell’aprile dell’anno scorso, ma, dopo il successo dell’edizione francese della scorsa estate, ha deciso di espandere il torneo da 24 a 32 squadre, riaprendo la procedura di offerta.

A candidarsi sono stati Brasile, Colombia, Giappone e Australia-Nuova Zelanda, che hanno mostrato la loro visione per il mondiale femminile durante le presentazioni al comitato esecutivo UEFA. Insieme alla Confederazione del Calcio Africano (CAF), l’Europa detiene metà dei voti nel Consiglio FIFA che assegnerà i diritti per la Coppa del Mondo femminile 2023 al Congresso FIFA in Etiopia del prossimo giugno. Voti che potrebbero essere determinanti per l’assegnazione del torneo.

Settimana scorsa, con la visita al Giappone, il team ispettivo della FIFA ha concluso le visite alle nazioni candidate.

“Siamo l’unica nazione a vincere in tutte le categorie di età” ha dichiarato Kohzo Tashima, presidente del JFA e membro del Consiglio FIFA.

“Siamo fiduciosi di avere successo in questa corsa. È una buona gara contro 3 avversari forti”. Il Giappone, in caso di ottenimento dell’organizzazione della competizione, promette la connettività 5G nei suoi stadi.

La presenza di due candidate sudamericane, Brasile e Colombia, potrebbe dividere il voto del Conmebol, ma la delegazione brasiliana, in cui non è presente alcuna donna, ha espresso grande fiducia. Il Brasile afferma che la messa in scena della Coppa del Mondo femminile 2023 può fungere da eredità della Coppa del Mondo maschile 2014.

La Colombia, invece, sottolinea l’importanza di ospitare un grande torneo per il paese e propone prezzi bassi per i biglietti.

Australia e Nuova Zelanda sostengono che la loro offerta è incentrata sul ruolo della calciatrice “centrata sulla giocatrice” con l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile.

Martina Pozzoli