Tra infortuni e alta concorrenza Lieke Martens ha vissuto una prima parte di stagione complicata, ora è pronta per tornare a sorprendere.

Non dev’essere facile essere Lieke Martens. Da una parte i brand fanno a gara per averti, dall’altra la gente continuerà ad avere sempre alte aspettative su di te.

Perchè se a Barcellona ti presentano con il soprannome di “Messi del calcio femminile” non puoi che attirare l’attenzione di tutti gli appassionati. E, cosa ancora più difficile, le tue prestazioni difficilmente saranno ritenute all’altezza. Se ci aggiungiamo un infortunio del tutto fortuito e casuale in un ottavo di finale del Mondiale, ci conviene rileggere la prima affermazione dell’articolo.

Il mondo scopre Lieke Martens nell’estate del 2017, il vero turning-point della sua carriera. Tra luglio ed agosto si disputa l’ Europeo proprio nella sua terra, in Olanda, ma prima di prendervi parte firma il contratto più importante della sua vita con il Barcellona. A ventitrè anni la ragazza di Nieuw-Bergen passa dal Rosengaard, in Svezia, ad uno dei club più importanti al mondo. Poche settimane dopo alza da protagonista la coppa europea per selezioni Nazionali. Sei presenze e tre reti, a cui si aggiungono prestazioni che lasciano a bocca aperta gli spettatori.

La sua vita, come quella delle sue compagne di squadra, inevitabilmente cambia.

Arriva a Barcellona come la stella della competizione e l’acquisto di punta del mercato estivo delle blaugrana, anche per sopperire alla partenza di Jenni Hermoso destinata al Paris Saint Germain. L’obiettivo del club catalano è quello di vincere il campionato dopo due secondi posti consecutivi ed affermarsi in Europa. Nelle sue prime due stagioni ai piedi della Sagrada Familia segna 22 reti in 52 partite della Primera Iberdrola.

Un bottino positivo, che però non soddisfa a pieno i tifosi. La squadra non ottiene i risultati sperati in campionato, mentre in Europa raggiunge la finale di UEFA Women’s Champions League lo scorso maggio. Ciò che imputano a Martens i culè, il soprannome dei sostenitori del Barcellona, è la sua scarsa predisposizione ai big match. Nella partita decisiva per l’assegnazione della coppa, l’olandese fatica nel duello contro Lucy Bronze e non riesce a lasciare il segno negli highlights.

Se in campo l’attaccante olandese fatica ad imporsi, mediaticamente parlando è un boom. Su Instagram ha attualmente 1,2 milioni di follower, cifra nettamente superiore a quelli del primo Pallone d’Oro Ada Hegerberg (318 mila) o della sua compagna di squadra Jenni Hermoso (131 mila). La sua popolarità attira diversi brand, tra cui Nike, che le dedica una collezione di scarpe personalizzate, Nissan e Zinzi, brand olandese.

Recentemente ha preso parte allo spot pubblicitario di Lay’s con Lionel Messi e Paul Pogba, mentre lo scorso anno ha pubblicato la sua autobiografia, diventata un best seller nel suo paese.

Lieke Martens, grazie allo stipendio che percepisce dal club, ai premi con la nazionale e ai compensi legati agli accordi commerciali, è una delle calciatrici più pagate al mondo.

L’estate del 2019 concede a Martens l’opportunità di mostrare nuovamente il suo talento con la maglia Orange che l’ha resa famosa al grande pubblico. L’Olanda si presenta tra le favorite della competizione, forte di una squadra ben rodata e del seguito dei suoi tifosi, accorsi in massa nella vicina Francia. Martens parte ovviamente da titolare nel consueto tridente con Vivianne Miedema e Shanice van de Sanden.

Dopo aver terminato a punteggio pieno il girone, l’Olanda affronta il temibile Giappone negli ottavi di finale. E’ il 25 giugno, una data che la calciatrice blaugrana non dimenticherà mai. Segna una doppietta decisiva per il passaggio del turno, prendendosi anche la responsabilità di calciare un rigore a tempo scaduto. Nel marasma generale dell’esultanza Jill Roord, centrocampista dell’Arsenal e sua connazionale, le calpesta il piede infortunandola. Il Mondiale di Martens viene condizionato definitivamente da quell’infortunio. Nonostante il dolore non le permetta di allenarsi, scende in campo contro Italia, Svezia e Stati Uniti. Non è la solita giocatrice, i movimenti non sono fluidi e fatica a cambiare passo. L’Olanda termina al secondo posto il torneo, ma i problemi fisici di Martens non si concludono.

Dopo un periodo di vacanza, ricomincia al 6 agosto la preparazione col Barcellona. La diagnosi del suo infortunio non è chiara, per cui il club predilige un trattamento conservativo. Martens è obbligata a lavorare a parte, lontana dal gruppo, tra palestra, piscina e fisioterapia. Il 4 novembre riprende gli allenamenti con le compagne, per fare il suo esordio stagionale in Primera Iberdrola a fine mese contro il Valencia. “Ho ancora dolore quando mi alleno e gioco, però è sopportabile. So di non essere ancora al 100% ma lavoro ogni giorno per arrivare a quel traguardo.” Aveva dichiarato al termine della gara. Da quel giorno ha disputato 746 minuti in campionato, partendo otto volte titolare su dodici gare in cui è stata convocata.

Martens sa bene che per guadagnarsi il posto da titolare fissa deve combattere contro un’agguerrita concorrenza. “Mi sono resa conto che qui il livello è più alto ogni anno e quasi cinque mesi senza giocare hanno ulteriormente complicato la mia integrazione nel gruppo.” Dopo alcune settimane di rodaggio, arriva il primo grande appuntamento dopo l’infortunio.

Ad inizio febbraio la federazione spagnola ha organizzato la prima Supercoppa a quattro squadre: Barcellona, Atletico Madrid, Real Sociedad e Levante. Nella prima semifinale si affrontano i due club che si sono contesi lo scettro in terra iberica. Allo stadio “El Helmantico” di Salamanca blaugrana e colchoneras si contendono fino all’ultimo istante il passaggio al turno, al termine dei novanta minuti è la squadra di Martens ad avere la meglio col punteggio finale di 3-2. L’olandese torna per la prima volta a mostrare tutto il suo talento dopo l’infortunio realizzando un gol e un assist per il momentaneo 3-1 di Asitat Oshoala. Nella finale della competizione, vinta con un roboante 10-1, Martens non riesce a mettere nuovamente il suo nome nel tabellino dei marcatori, fornendo però un’ottima prestazione impreziosita da due assist.

Alla faccia di quei tifosi che l’avevano criticata per scarsa incidenza nei big match. L’altra ottima notizia per la ventiseienne è l’esser riuscita a disputare due gare per intero consecutivamente, segno di un netto miglioramento psico-fisico. Con la sua Nazionale ha partecipato positivamente al Tournoi de France, giocando 201 minuti sui 240 totali e segnando la terza rete nel 3-3 contro l\e padroni di casa francesi.

Lieke Martens è definitivamente tornata e pronta a riprendersi il suo posto tra le migliori d’Europa.

Paolo Di Padua
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