Zizou, al secolo Zinedine Zidane, ha spesso lodato la capacità di CR7 di restare lucido anche quando, a volte, non sembra neanche della partita. Agli avversari può succedere anche di dimenticarlo, di abbassare la guardia, di illudersi di averlo arginato. Poi dal nulla lui si accende e se si presentano delle responsabilità da mettere in spalla, come un promemoria, allarga le braccia per dire “ci sono io qui”.

Come si riconosce un Cristiano?
Da quelle parti sono abituati, noi dobbiamo ancora imparare bene a farlo, abbandonando l’idea che se ti chiami Cristiana Girelli hai l’obbligo morale di essere perfetta per novanta minuti; può capitare che per fare la differenza te ne bastino appena tre.

Ci vogliono spalle larghe per indossare il numero 10 della nazionale, non garantisce l’immunità anzi, può essere la corsia preferenziale per arrivare ad essere il capro espiatorio.

È sempre stato così nella storia del calcio: in quanti hanno preteso lo scalpo dei numeri dieci per spiegare passi falsi e sconfitte? Ma quanti, tantissimi, li hanno fatti diventare miti, hanno appeso i loro poster e imitato le loro esultanze?

Il dieci non è obbligato a fare sempre una prestazione da dieci. Il dieci deve essere un dieci, non prenderlo in pagella.

Come si fa ad essere un dieci? Chiedetelo a Cristiana Girelli. Vi spiegherà che dopo una partita in cui sembra non riuscire nulla, quando alcuni passaggi son sempre troppo corti e la testa non spedisce in rete come dovrebbe, essere un dieci significa prendere in mano il pallone non appena l’arbitro indica il dischetto del rigore. Essere un dieci significa aspettare con fermezza la tua occasione tenendo il pallone stretto su un fianco mentre tutto intorno è in subbuglio, guardare la porta come fosse la meta e pensare solo a quegli undici metri.

Così, mentre i minuti sul cronometro stanno scadendo, va Cristiana a calciare, come se non fosse solo lei ma tutte le sue compagne insieme. Del resto una decina è la somma di dieci unità.

Che il Portogallo, casa del Cristiano più famoso al mondo, possa ricordare a tutti che Cristiana Girelli è cosa rara anche quando non ci regala neanche un colpo di tacco in novanta minuti (e se non ne fa nemmeno uno, fidatevi, dispiace anche a lei.)

Il calcio, Signore e Signori, è un gioco da Cristiani.

Marialaura Scatena