La partita mai disputata dell’Algarve Cup raccontata dai protagonisti

Decisamente un bel gesto quello della nazionale tedesca di rendere merito all’Italia in questo difficile momento.

Anche se, quando si vincono le partite a tavolino, il rischio che la situazione sfugga rapidamente di mano se su quel tavolino ci sono delle birre, cosa non improbabile sfidando delle tedesche, è molto elevato.

Dieci minuti al fischio d’inizio

Spogliatoio dell’Italia, Milena Bertolini: Ragazze, è arrivato il momento. Siete nate dei nostri, loro sono il nemico. Ogni piccolo italiano che viene alla luce sa che un giorno, quando sarà grande, dovrà affrontare i figli di Sigfrido e batterli. Ora è il vostro turno. A voi, non ad altri, è toccata una maglia. È azzurra, ha un tricolore sul petto e il vostro nome sulla schiena. L’Italia vi ha cercato, vi ha scelto, vi ha chiamato – se giocate lo decido io però – e voi ora dovete rispondere. Avete aspettato questo giorno per anni, l’avete immaginato, l’avete sognato e ora potete viverlo. Portiamo in campo il vento di Trieste e lo stile di Milano, la storia di Roma e la bellezza di Firenze, l’allegria di Napoli e l’unicità di Venezia, l’eleganza di Torino e il coraggio di Brescia, il sole di Palermo e la cultura di Bologna, il mare di Genova, il verde dei prati, il bianco delle nevi perenni e il rosso del sangue versato per la patria. Noi siamo l’Italia e loro non sono un c…osì grande avversario come sembra. Lo schema è semplice: non mollate neanche un centimetro, un millimetro, niente di niente. Ora o mai più. Imparatele a memoria le formazioni della vittoria, perché queste cantilene sono le cantilene della vittoria, sono le cantilene di chi non può mai perdere. E c’è chi non vince mai, sono i tedeschi contro di noi.

Un minuto prima del fischio d’inizio – Mausoleo Ossario Garibaldino del Gianicolo, Goffredo Mameli: Belin zitti, che tarme che siete! Fatemi ascoltare le Ragazze di Milena. Peccato siano nate troppo tardi, come lo cantano loro, nessuno mai.

Minuto 4′ – Testa di Katja Schroffenegger: Dovrebbe funzionare. Se la strategia della Mister è quella giusta, dal cognome penseranno che stia giocando con loro e non oseranno fare gol qui. Al massimo sfodero tutto il mio tedesco delle elementari, ein zwei politzei e passa la paura.

Minuto 10′ – Casa Girelli, Chicca: “Se saltelli segna la Girelli.”

Minuto 20′ – Il telecronista :

Minuto 20′ 01″ – La Gang della Curva: “Noi c’abbiam Milano, Firenze e il Vaticano e voi, Angela Merkel”

Minuto 34′ – Casa di Giacinti e Bergamaschi: “Berga guarda che Lenzini corre più di te e ha anche i piedi più dritti, forse dovresti trovarti un’altra Nazione per cui giocare”, *Bergamaschi lancia una ciabatta*

Minuto 44′ – GOL GERMANIA

Intervallo – Spogliatoio dell’Italia, Sara Gama: Cossa xe capitado? Ierimo in vantagio! Se ndade in asedo? Me nono gaveria dito “Caro cogoi, semo cagai”. Bona de Dio che manca metà partida. Siamo l’unica possibilità rimasta ai cittadini del nostro meraviglioso Paese di vedere qualcosa di diverso da edizioni straordinarie del telegiornale o Barbara D’Urso che spiega come lavarsi le mani. Adesso andiamo fuori e al mio segnale, scatenate l’inferno.

Minuto 67′ – Casa della nonna di Linari: “A me sta bischera ‘un la me convince. ‘Un s’era detto distanti un metro?”

Minuto 70′Dzsenifer Marozsán: “Oktoberfest! Kartoffeln! Schweinsteiger! Was zum Teufel sage ich? Halte dich von dem fern, der die schönsten Haare hat und springe nicht!! “

Minuto 90’+3′: Non sappiamo come sarebbe andato a finire questo match carico di aspettative. L’unica cosa certa è che l’ultima volta che i pronostici davano le Azzurre per spacciate è andata a finire così:

Francia 2019 – video Skysport

Giulia Beghini con la collaborazione di Marialaura Scatena e @kekkaff0