“Non aveva egli sopratutto una figlia, Celeste, bionda mite e dolce da non parer sangue suo, e di cui era nota l’allegria, tanto che la si poteva spesso vedere giocare in strada coi monelli(…)?”

Così appare per la prima volta Celeste nelle pagine de “La compagnia dei Celestini”, romanzo di Stefano Benni edito da Feltrinelli nel 1992.

La storia è quella di un gruppo di ragazzi fuggiti dall’orfanotrofio per partecipare al segretissimo Campionato mondiale di Pallastrada. Memorino, Lucifero e Ali però son solo tre, non sanno che sulla strada, mentre sono alla ricerca dei gemelli Finezza, troveranno il portiere.
“Sorpresi, vero? Beh, mia nonna era molto brava nel calcio da strada, tanto da costruire uno scandalo per la nostra famiglia e in tutti questi anni solitari io mi sono molto esercitata nel palleggio e ho sognato tutti i risultati segreti…”

Celeste diventata parte della squadra, nella Serie TV del 2005, liberamente ispirata al romanzo, è una ragazza alta e snella con lunghi capelli castani raccolti in due chignon tenuti fermi dai dei fiocchi celesti. Niente capelli biondi e aura angelica quindi ma sempre una che, a detta di Lucifero, “è matta ma sembra in gamba”

Chi è quindi davvero Celeste? Ogni bambina che scende in strada e si butta nella mischia con il suo pallone è Celeste. Chloe Kelly è Celeste.

Chloe Maggie Kelly, freschissima ventiduenne inglese, è la miglior marcatrice dell’Everton in stagione ma questo con Celeste non ha nulla a che vedere. Una giovanissima Chloe conosce il calcio a Londra, una Londra diversa da quella degli impianti sportivi del QPR e dell’Arsenal.

La sua poi è una famiglia numerosa e lei l’ultima di sette figli. Son proprio i suoi fratelli che diventano la sua squadra tra campi improvvisati e ostacoli, tutti quelli che può offrire una città dai mille volti.

Il calcio di strada è un calcio che non ha regole o, se le ha, son basilari come quelle della Red Bull Street Style World Final: uno contro uno per tre minuti.
Il torneo di pallastrada si affida al “regolamento unico e segreto del campionato mondiale di Pallastrada’’.

Recita il libro, “Regola numero 1: Le squadre sono di cinque giocatori senza limiti di età, sesso, razza e specie animale”.
“Regola numero 10: Il passaggio di biciclette, auto, moto e camion non interrompe il gioco, fatta eccezione per le ambulanze e i carri funebri”.

Nel calcio di strada si fa quel che si può, senza curarsi del pericolo, senza guardare in faccia nessuno.

Forse è stata proprio questa la fortuna di Kelly, mai avvantaggiata o risparmiata da fratelli e amici. Era tutto pari dentro una gabbia che annullava il resto, un posto in cui le questioni che sarebbero sorte, fino a raggiungerci – dalla parità dei diritti sportivi alle rivendicazioni – non esistevano.

Era l’unica ragazza ma era una di loro, senza discussioni.
Di quei posti e quegli anni ora parla come se fosse una persona adulta. “Ci torno a volte con mio nipote’’ dice, e non manca di ringraziare i suoi compagni di giochi che così tanto hanno fatto per farla crescere come donna e come atleta.
Forse quantificare è difficile ma immaginate una ragazzina che inizia a giocare a calcio, un giorno approda nella prima squadra dell’Arsenal e si ritrova a lavorare insieme al suo idolo Kelly Smith, il capocannoniere della nazionale di sua maestà.

Capire un’emozione del genere è già in sé bello, figuriamoci viverla.
Chloe Maggie Kelly ha esordito in nazionale maggiore nel novembre del 2018 e recentemente ha partecipato, sempre con la maglia delle Lionesses, alla SheBelieves Cup, ne sentiremo presto parlare.

Marialaura Scatena
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