”Cecilia, ma potevi scegliere una gara migliore per il tuo primo gol in nazionale?”

”Ma pensa che non me ne son neanche accorta che era gol, io pensavo che non lo avesse dato. Bellissimo!”

”E l’anno prossimo?”

”Eh l’anno prossimo che ci vuoi fare? Dovete venire tutti in Francia.”

”Tutti in Francia?”

”Tutti in Francia, per forza!”

Dal fischio finale sono passati pochi minuti, sul prato del Franchi festeggiano tutti, atlete, Ct, staff.

È l’8 Giugno del 2018, l’Italia ha battuto il Portogallo per 3 – 0 ed ha raggiunto la qualificazione al mondiale. Quello di Cecilia Salvai è il nome insolito sul tabellino: Girelli ha aperto le danze, Bonansea le ha chiuse, nel mezzo lei per la prima volta con la maglia azzurra.

Per tutti la Coppa del Mondo è iniziata quella sera a Firenze. Da lì un anno di preparazione, attesa, impegno, un anno di crescita su tutti i fronti.
La Francia non è mai stata così vicina.

Cecilia lo aveva detto “Tutti in Francia” ma non sapeva che sarebbe mancata proprio lei.

Tutto è successo nel giorno della partita più importante nella storia recente del calcio femminile italiano. Davanti a circa 40.000 persone il ginocchio dell’azzurra ha ceduto sotto il peso di un sogno. Il verdetto del campo quasi mai è clemente: niente mondiale.

“Le cose accadono per delle ragioni, ma a noi piace quella ragione? Molto di rado.” E se tornassimo indietro per evitare l’infortunio di Cecilia?

Occhi chiusi. Concentrazione.

Torino, 24 Marzo 2019, ore 10:30.

Si accendono i riflettori sul giorno della Premiere dell’Allianz Stadium. Tutto procede secondo i piani, resta da capire come intrufolarsi negli spogliatoio per impedire a Cecilia di scendere in campo. Non posso dire la verità a Rita Guarino, non mi crederebbe mai. Provate voi a dire a qualcuno che venite dal 2020 e sapete che il centrale della nazionale dovrà saltare i mondiali per infortunio. Se ritardassimo l’inizio della ripresa di dieci minuti ogni coincidenza spazio temporale verrebbe meno e il ginocchio di Cecilia potrebbe salvarsi…

ore 15:45

Fine primo tempo, è il nostro momento. Dobbiamo essere meticolosi e precisi perché ”il passato non vuole essere cambiato” e trova sempre il modo di farla franca. Non appena le squadre saranno in campo per l’inizio della ripresa faremo partire il sistema di irrigazione e spareremo dagli altoparlanti un po’ di confusione, dovrebbe bastare…

ore 16:00

Il direttore di gara guarda l’orologio, cerca un cenno d’intesa e porta il fischietto alla bocca. Succede in un istante: come se uscisse proprio dal fischietto inizia a piovere acqua sul terreno mentre alle orecchie arriva prepotente un rumore indefinito. Le ventidue in campo si guardando intorno, sorridono perplesse e si dirigono di corsa verso il tunnel degli spogliatoi.

ore 16:15

Ancora un minuto e avremo compiuto la nostra missione. Tutto è pronto per ricominciare. Fa per tornare in campo anche Cecilia Salvai. La numero 23 mette il piede sull’erba dello Stadium, accenna una corsa al piccolo trotto e scivola cadendo sul ginocchio sinistro. Lesione del legamento crociato anteriore: niente mondiale.

Occhi chiusi. Concentrazione.

Potogallo, 4 Marzo 2020

“Quando il tempo è passato, non riesci più a riacchiapparlo. Solo che a volte ci riesci.”

Abbiamo fallito, non siamo riusciti ad evitare l’infortunio. Ma se cambiare il passato non si può, riprendere il tempo è possibile. È quello che fatto Cecilia Salvai disputando il suo di mondiale, vincendolo e tornando in gruppo.

Sulla sua strada ora di nuovo le lusitane, questa volta a casa loro. Che il futuro voglia saldare il debito con il passato? L’universo non si fa mai capire, d’altronde ‘‘ le spiegazioni sono poesia di bassa lega.”

Bentornata, Ceci.

Marialaura Scatena