Sono le uniche in grado di sconfiggere la noia da quarantena. Sono pronte a scendere in campo per il loro Paese. Sono le ragazze di Milena Bertolini.

Sono state settimane oscure per il nostro Paese. Dall’Oriente è giunta infatti una novità virale che ha mandato in delirio la popolazione. Nel caso non sapeste di cosa si stia parlando, spoiler: non è il 5G Huawei e nemmeno l’ultimo capitolo della saga di The Legend of Zelda per Nintendo Switch. È un nuovo tipo di influenza: il Covid-19, nome d’arte Coronavirus.

Sulle origini di questo virus, hanno da subito iniziato a circolare versioni complottiste: pare sia stato creato in un laboratorio cinese della provincia di Wuhan e che tra poco esca la versione aggiornata, il Covid-20. Quello che è certo, è che sta mettendo in ginocchio l’economia italiana, che già non scoppiava di salute. Molti lavoratori delle Regioni in cui è più diffuso il contagio, infatti, sono stati isolati in quarantena e costretti così ad affrontare un altro grandissimo problema: la noia.

Per combattere la monotonia che settimane di isolamento da Coronavirus avrebbero inevitabilmente portato, il nostro Paese ha deciso di comportarsi come gli Stati Uniti in un qualsiasi film in cui una specie aliena invade la Terra: ha convocato una squadra di supereroi o, meglio, di supereroine. Saranno infatti le ragazze della Nazionale Italiana di Calcio Femminile, che già l’anno scorso avevano salvato l’Italia dalla noia dell’ennesima estate senza calcio dopo quella del 2018, a doversi ripetere nell’impresa in questa Algarve Cup.

Tarenzi – Tempesta. Nonostante la recente deviazione verso una versione più “life in plastic is fantastic”, l’azzurra condivide con il personaggio degli X-Men il capello bianco ghiaccio e un altro fondamentale potere: l’immortalità. Tarenzi infatti, compiendo gli anni il 29 febbraio, un giorno che si presenta una volta ogni 4 anni, invecchia molto più lentamente dei comuni mortali, diventando così un’immortale certezza per le fila azzurre.

Cernoia – Thor. Capelli biondi e occhi azzurri sono i tipici tratti scandinavi che condivide con il dio del tuono, insieme alla sportività con cui risponde alle provocazioni e alle urla di battaglia con cui fa capire alle avversarie che fermare lei sarà una galattica gatta da pelare. Il suo talento divino le permette di scagliare delle martellate con il suo mancino che non faranno tremare la Terra, ma i pali delle porte avversarie decisamente sì.

Giugliano – Antman. Ad un primo impatto, le avversarie si trovano davanti una piccoletta che più che far paura, fa venire voglia di abbracciarla e comprarle un gelato. Poi però le arriva la palla sui piedi e, quando diventa evidente quanto sia grande il suo talento, ormai è troppo tardi: la Macarena è già a tutto volume.

Gama – Hulk. Fuori dal campo è una persona gentile e tranquilla, una professionista stimata. Poi entra in campo, su contropiede avversario qualcuna decide di non tornare a coprire, e diventa verde a forza di urla a pieni polmoni. Urla che fanno sperare solo una cosa: che finiscano prima della fine del mese gratis Amplifon.

Guagni – Wonder Woman. Le somiglianze fisiche e atletiche sono evidenti. Non può tenersi la corona da regina delle Amazzoni in testa solo perché sarebbe un po’ di intralcio nei colpi di testa.

Giuliani – Superman. Unica spiegazione plausibile al fatto che riesca ad arrivare su certi palloni all’incrocio dei pali. Nell’epoca degli smartphone non deve neanche cambiarsi in una cabina telefonica, ma può sfruttare gli spogliatoi decisamente più comodi. Certo, la divisa del portiere azzurro non ha il mantello e nemmeno la L di “Laurona nazionale”, ma è solo per non far insospettire prima del necessario gli avversari.

Galli – Occhio di Falco. Presenza fissa nella squadra degli Avengers, della Nazionale e della Juventus. Non è del tutto chiaro se facciano più stragi gli occhi di falco di Galli o la sua mira infallibile sui tiri dalla lunga distanza.

Linari – Capitan America. Taglio corto e totale attaccamento al suo Paese, evidente, anche per chi non la conosce, già da dopo i primi 25 secondi di intro strumentale dell’inno di Mameli. Paladina della libertà, Linari è la versione italiana del primo dei vendicatori Marvel, con un mandolino tricolore al posto dello scudo e nessuna intenzione di tirarsi indietro quando si tratta di buttarsi nella mischia.

Tucceri – Deadpool. Entrambi sono soliti scendere in campo con un completo rosso e nero per mascherare la loro arma principale: un senso dell’umorismo sottile come il girovita di Giuliano Ferrara.

Girelli – Scarlet. Quando si legge “È una potentissima superumana capace di distorsione della realtà spazio-temporale e delle probabilità”, il dubbio che si stia leggendo la pagina Wikipedia di una degli X-Men o della numero 10 della Nazionale è molto forte. D’altronde solo una persona in grado di modificare la probabilità a suo piacimento riesce a segnare praticamente in ogni partita in cui entra in campo.

Bartoli – Iron Man. L’ azzurra ha in comune con Robert Downey Jr., l’attore che interpreta Iron Man, l’incredibile capacità di venire puntualmente ripresa dalle telecamere con espressioni che diventano istantaneamente dei meme.

Grafiche di Chiara Bottoni

Giulia Beghini