La presa di posizione di Coca-Cola e di altri sponsor nella battaglia tra la US Soccer e le calciatrici americane costringe il presidente della federazione alle scuse, ma la protesta della USWNT continua

Nella battaglia tra US Soccer e US Women’s National Team anche gli sponsor si schierano. Tra questi c’è Coca-Cola, che ha criticato la Federazione per aver affermato in documenti legali che le donne non hanno le stesse responsabilità e abilità fisiche dei calciatori della nazionale maschile.

Nei documenti giudiziari depositati lunedì 9 marzo in risposta alla mozione delle calciatrici per un giudizio sommario, la Federcalcio statunitense ha affermato che il lavoro dei calciatori della USMNT richiede “più responsabilità del lavoro che fanno le querelanti, mentre si svolge anche in condizioni di lavoro materialmente diverse” e che richiede “un livello più alto di abilità basate sulla forza e sulla velocità rispetto al lavoro delle calciatrici della USWNT”.

Coca-Cola Co. ha definito le dichiarazioni della US Soccer come “inaccettabili e offensive”.

La compagnia americana, partner di lungo termine con la federazione, ha chiesto immediatamente un incontro con la USSF per chiarire la propria posizione: “Coca-Cola Co. è ferma nel proprio impegno per parità di genere, onestà ed emancipazione delle donne negli Stati Uniti e nel mondo e ci aspettiamo lo stesso dai nostri partner”.

Coca-Cola non è l’unico sponsor ad aver preso posizione.

Anche Visa ha chiesto un incontro con la US Soccer, affermando che non condividono la posizione della federazione: “È al centro della nostra filosofia in Visa accettare tutti, ovunque. Crediamo che la federazione debba fare di più per assicurare condizioni di parità per le donne”.

“Il nostro supporto per la squadra è irremovibile” ha detto un portavoce di Deloitte, che si ritiene “profondamente offesa dalla visione espressa dalla USSF”.

Un portavoce della Volkswagen ha preferito non commentare riguardo al deposito giudiziario, limitandosi a dire che “Crediamo nell’uguaglianza, nell’inclusione e nell’accesso per calciatori/calciatrici, allenatori e tifosi”. In Germania, un altro portavoce della compagnia tedesca ha dichiarato: “Faccio fatica io stesso a credere che queste frasi siano state dette o intese in quel modo”.

“I commenti fatti dalla US Soccer non si allineano con i nostri valori e con il nostro punto di vista sul calcio femminile. Noi sosteniamo e ammiriamo l’atletismo delle donne in questo sport e riteniamo che siano tra le migliori atlete al mondo” sono state le parole della vicepresidente del marketing di Budweiser, Monica Rustgi. Budweiser si definisce “orgoglioso” di essere sponsor della USWNT da più di 20 anni e dall’anno scorso anche della NWSL.

In favore della USWNT nella lotta per l’equal pay si erano già schierati Protect & Gable, attraverso il brand Secret, e LUNA Bar: entrambe le compagnie, dopo la vittoria della nazionale a stelle e strisce al mondiale in Francia, avevano fatto delle donazioni per ridurre la disparità salariale tra squadra femminile e maschile.

Altri sponsor tra cui Nike, Johnson & Johnson e Anheuser-Busch al momento non hanno rilasciato dichiarazioni in merito alla vicenda.

Molly Levinson, portavoce della USWNT, ha dichiarato che le parole della federazione “suonano come se fossero state dette da un uomo delle caverne” e che tali argomentazioni dimostrano “la discriminazione di genere che ci ha portato a iniziare questa causa”.

Mercoledì notte, dopo le continue critiche mosse dagli sponsor, sono arrivate le scuse del presidente della Federazione Carlos Cordeiro, che ha affermato che le dichiarazioni del deposito giudiziario “non riflettono i valori” della federazione, scusandosi per “le offese e il dolore causato dal linguaggio” del deposito giudiziario e definendo le calciatrici della USWNT come “incredibilmente talentuose e instancabili”.

Nel riscaldamento pre-gara e al momento dell’ingresso in campo nella partita di SheBelieves Cup contro il Giappone, le calciatrici americane sono scese sul terreno di gioco con la maglia del riscaldamento rivolta al contrario per nascondere lo stemma della US Soccer in segno di protesta.

La USWNTPA, Associazione delle calciatrici della USWNT, sempre per protesta, ha lanciato la vendita di magliette e felpe prive dello stemma della federazione, presentando solo le 4 stelle, simbolo dei 4 mondiali vinti dalla nazionale.

Interrogata sulle parole della US Soccer, Megan Rapinoe ha dichiarato: “Voglio solo dire che è tutto falso. A tutte le ragazze là fuori, a tutti i ragazzi là fuori, che guardano questa squadra e vogliono vivere il loro sogno: tu non vali meno solo perché sei una ragazza. Tu non sei meglio solo perché sei un ragazzo. Siamo creati tutti uguali. E dovremmo avere tutti le pari opportunità per uscire e perseguire il nostro sogno”.

Megan Rapinoe e compagne sono pronte ad andare avanti senza accettare compromessi: Equal is equal.

Martina Pozzoli

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