Il 5 luglio 2015, Rose Lavelle guardava la finale dei Mondiali di calcio femminile in Canada in una pizzeria. 1463 giorni dopo, il 7 luglio 2019, Lavelle ha segnato il gol che le ha cambiato la carriera. Un gol che ha messo fine ai sogni di gloria olandesi e consegnato alla nazionale USA la quarta Coppa del Mondo della sua storia.  

Il minuto è il 69esimo quando Lavelle si prende la scena al Parc OL di Lione. Tackle di Crystal Dunn, Sam Mewis raccoglie il pallone e lo passa a Lavelle che percorre tutta la metà campo olandese fino all’area di rigore. Da lì fa partire un sinistro che trafigge il portiere. È il gol del 2-0, quello che in pratica, chiude i conti.

Quello che è passato nella mente della centrocampista americana, viene raccontato da lei stessa: “Alex Morgan stava facendo un gran lavoro tenendo occupati i loro difensori centrali. In quel momento stavo solo aspettando che una delle due venisse a fermarmi per poter servire Alex ma nessuna delle due lo ha fatto, quindi ho pensato ‘Ok immagino che continuerò ad andare avanti e alla fine ho deciso di tirare”.

Il gol realizzato da Rose Lavelle è stato oggetto di un particolare video, postato su YouTube, dal titolo “14 different Camera Angles of Rose Lavelle goal in the 2019 Womens World Cup Final!”, che mostra la rete da ogni angolazione possibile.

Dopo essere stata la rivelazione del mondiale francese, in cui è stata premiata anche con la Bronze Ball come terza miglior giocatrice, la centrocampista del Washington Spirit si sente pronta a disputare anche le sue prime Olimpiadi: “Sarà una esperienza totalmente nuova con un nuovo staff e una rosa più corta”.

Prima, però, c’è la SheBelieves Cup e la prima partita in programma, Usa-Inghilterra, ha un sapore speciale per Lavelle: la centrocampista classe ’95, infatti, ha esordito in nazionale proprio nella sfida di SheBelieves Cup tra Stati Uniti e Inghilterra del 4 marzo 2017.

Le Lionesses vinsero 1-0 ma già quel giorno la giovane Lavelle fece una così buona impressione da essere nominata Player of the Match dalla Us Soccer e da meritarsi i complimenti della ct Jill Ellis e di compagne di grande esperienza come Carli Lloyd e Becky Sauerbrunn.

Da quel giorno è iniziata la scalata di Lavelle che l’ha portata sul tetto del mondo insieme alle sue compagne di nazionale. Non male per quella bambina che a 8 anni, per un progetto scolastico, si era vestita come il proprio idolo Mia Hamm, indossando l’iconica maglia numero 9 e una medaglia d’oro al collo, e che sognava di giocare in nazionale come lei.

Dal giorno in cui ha iniziato a giocare a calcio fino alla finale del mondiale, Lavelle non ha messo da parte quel divertimento che da bambina l’ha fatta innamorare di questo sport. Merito del suo primo allenatore, l’inglese Neil Bradford, venuto a mancare 4 anni fa: “Lui è la ragione per cui mi sono innamorata del calcio. Rendeva ogni allenamento e ogni partita così divertente. Quando sei così giovane, il divertimento è il motivo per cui giochi. Il calcio ti dà gioia” e prosegue: “Anche adesso, quando le cose sono difficili e mi chiedo perché lo sto facendo, in primo luogo la risposta è perché il calcio mi rende felice”.

Il calcio la rende felice e lei certamente la scorsa estate con quel gol contro l’Olanda ha reso felici anche milioni di tifosi americani.

Martina Pozzoli