I calciatori della Usmnt accusano la federazione di “condurre una politica discriminatoria nei confronti delle donne” e si schierano al fianco della nazionale femminile

I calciatori della Us Men’s National Team hanno rotto il silenzio riguardo al tema della lotta per l’equal pay condotta dalle calciatrici della Us Women’s National Team, con una nota pubblicata lo scorso 12 febbraio dalla United States National Soccer Team Players Association (USNSTPA), l’associazione dei calciatori della Usmnt.

Nella dichiarazione i calciatori si schierano dalla parte di Megan Rapinoe e compagne e accusano la Us Soccer di continuare a “condurre una politica discriminatoria nei confronti delle donne in materia di salari e condizioni di lavoro”.

“Per più di 20 anni la federazione ha fatto muro a qualsiasi concetto di pari retribuzione o equità economica per le calciatrici della Uswnt” si legge nella dichiarazione “Si tratta di una discriminazione di genere che non dovrebbe mai avvenire”.

I calciatori accusano la federazione di aver “lavorato molto duramente per vendere una falsa narrativa al pubblico e persino ai membri del Congresso” e di averla usata “come arma contro le calciatrici attuali e precedenti della Uswnt”.

La dichiarazione spiega come i negoziati tra le calciatrici e la federazione per l’accordo firmato nel 2017 non hanno portato all’aumento dei compensi sperati: le calciatrici non hanno tratto alcun beneficio dagli aumenti delle entrate della federazione generati dalla Uswnt, con la Us Soccer che ha insistito affinché le giocatrici firmassero un accordo valido per il periodo 2017-21 peggiore dal punto di vista finanziario di quello degli uomini valido nel periodo 2011-18.

Secondo una stima fatta dalla USNSTPA, le donne avrebbero dovuto avere almeno il triplo del valore dell’accordo degli uomini del periodo 2011-18 in termini di compensazione delle giocatrici. “Crediamo che la federazione avrebbe dovuto concordare un accordo direttamente legato alla giusta parte delle entrate generate dalle calciatrici” sottolinea un passaggio della nota.

“Di cosa ha bisogno il calcio femminile nei prossimi mesi? Di soldi, soldi, soldi” ha detto Megan Rapinoe, impegnata in un’azione legale insieme ad altre 27 compagne di nazionale contro la politica di discriminazione della Us Soccer.

Martina Pozzoli