Alla sua prima stagione in Serie A, Beatrice Merlo è una delle protagoniste della squadra allenata da Sorbi. Cresciuta nel vivaio dell’Inter, Merlo ha sempre vestito la maglia nerazzurra.

Il difensore classe 1999, milanese di nascita, nei giorni scorsi ha ricevuto dall’Associazione Italiana Calciatori il premio come calciatrice del mese di gennaio. Per l’occasione L Football ha intervistato in esclusiva la giocatrice nerazzurra.

Beatrice, te l’aspettavi questo premio?
“Sinceramente? No. Davanti a me ci sono tante calciatrici forti e con tanta esperienza più di me. Per questo è un premio a cui tengo in maniera particolare, una gran bella soddisfazione. Un ringraziamento va alle mie compagne per la fiducia che mi dimostrano in campo. Merito è anche del lavoro duro che stiamo facendo con tutta la squadra”.

Nel corso dell’ultimo derby hai avuto a che fare con Valentina Giacinti. Come è andata?
“Valentina è una ragazza che stimo molto perché in ogni partita ci mette tanta grinta e cattiveria agonistica. È stato difficile marcarla. In campo abbiamo caratteri simili. Ci piace stuzzicare, se bisogna dare qualche colpetto lo diamo senza problemi. In questo, anche se abbiamo ruoli differenti, siamo abbastanza simili. È stato un bel duello e mi auguro ce ne saranno altri”.

Quali sono le attaccanti del campionato italiano più difficili da marcare?
“Oltre a Valentina Giacinti, direi Cristiana Girelli e Lisa De Vanna. Tutte le attaccanti sono comunque molto veloci e difficili da marcare”.

Com’è allenarsi con Attilio Sorbi?
“È un vero Mister. In ogni allenamento, se c’è qualcosa che non va bene, ti tiene in campo, cura ogni minimo dettaglio. Ti fa sentire sempre serena, sempre al posto giusto, mai esclusa. Stiamo imparando davvero tanto da lui”.

Quali pensi siano gli aspetti del tuo gioco da migliorare?
“Sto lavorando molto sulla continuità per tenere la concentrazione tutti i novanta minuti perchè ogni tanto, a volte, mi perdo. Tecnicamente voglio migliorare tanto il mio sinistro e anche su quelli che sono i miei pregi vorrei fare ancora meglio”.


Quali sono state le difficoltà del passaggio dal campionato cadetto alla serie A?
“Non parlerei di difficoltà. E’ un passaggio che sapevamo sarebbe stato duro, a partire dalla preparazione, ritmi più intensi, il doppio degli allenamenti. Nella massima serie ci sono quelle quattro o cinque squadre che se la giocano per le posizioni di vertice però credo che, rispetto alla scorsa stagione, il livello del campionato si sia alzato davvero tanto”

Che voto dai finora alla tua stagione e a quella dell’Inter?
“Non mi piace dare voti. Diciamo che stiamo facendo bene però si può sempre migliorare”.

A questo punto del campionato, la classifica te l’aspettavi così com’è?
“La Juventus è sempre stata al top, non per niente sono due anni consecutivi che si aggiudica lo scudetto. Oltre alle prime quattro, non mi aspettavo che il Sassuolo facesse così bene. Comunque tutte le partite si devono giocare e la palla è rotonda”.

In questo periodo si è parlato molto di professionismo. Cosa ne pensi?
“E’ giusto che noi calciatrici abbiamo gli stessi diritti degli uomini. Noi stiamo vivendo questa fase di cambiamento però penso che i maggiori benefici saranno per le ragazze più piccole perchè sarà un processo abbastanza lungo”.

Lo scorso mese di novembre, per te, è arrivata la prima convocazione nella Nazionale maggiore. Che esperienza è stata?
“Eravamo in Olanda per un’amichevole. Il Mister ci aveva avvisate che, a ritorno, qualcuna di noi avrebbe potuto prendere un volo differente. Non me lo aspettavo che fossi proprio io. Quando mi ha detto “devi prendere un aereo differente” non volevo crederci. Gli ho risposto: “non prendermi in giro”. Anche se si è trattato di pochi giorni, è stata comunque una bella esperienza. In Nazionale si respira un’atmosfera serena, tutte le ragazze sono pronte a darti una mano, ad aiutarti e incitarti se commetti qualche errore”.

Un pensierino a una convocazione per gli Europei lo fai?
“Come dirti di no?”

Tiziana Pikler