La UEFA ha scelto le calciatrici provenienti dai settori giovanili degli otto club qualificati ai quarti di finale per presentare le gare

Ad un mese di distanza dall’andata dei quarti di finale della UEFA Women’s Champions League, l’account Twitter della manifestazione ha già iniziato a presentare le sfide. Tra le diverse prospettive di analisi, si è concentrato sulle “homegrown talent”, cioè le calciatrici provenienti dai settori giovanili degli otto club ancora in gara. Le “canterane”, come si suol dire.

Dalla più famosa cantera del mondo, la Masia del Barcellona, proviene Aitana Bonmati. La calciatrice catalana si ispira a Xavi, Iniesta e alla sua compagna di reparto Alexia Putellas, in comune hanno la crescita all’interno del settore giovanile e le finissime qualità tecnico-tattiche. A ventidue anni è tra i punti fermi del club blaugrana e della Nazionale spagnola.

Coetanea di Bonmati è Marie-Antoinette Katoto, stella del Paris Saint Germain e protagonista della nostra rubrica “Wonderkid”. Viene acquistata dalla società parigina a tredici anni, per poi esordire ancora sedicenne in semifinale di UEFA Women’s Champions League 2015 contro il Wolfsburg. Da quel giorno più di 80 partite e 75 gol realizzati.

L’avversaria del PSG Katoto nei quarti di Finale sarà l’Arsenal. Da quattordici anni la maglia dei Gunners viene indossata da Leah Williamson, centrocampista e difensore centrale classe 1997. A nove anni la piccola calciatrice inglese giocava nel Rushden&Diamons, ma grazie alla sua allenatrice di allora entrò a far parte dell’Arsenal Centre of Excellence. Da notare che già nel 2006 il club londinese si impegnava fortemente nel calcio femminile. Da quel momento non ha più lasciato la squadra, di cui è tifosa sin da bambina, debuttando a diciassette anni con la prima squadra. Nel Novembre 2017 è stata chiamata per la prima volta dalla Nazionale inglese. Ha condiviso questa gioia con la sua migliore amica Keira Walsh, centrocampista del Manchester City. Successivamente dichiarò: “La prima cosa che faccio è cercare il mio nome sulla lista dei convocati e subito dopo quello di Keira. Non avrei voluto nessun’altra persona con cui condividere questo percorso.”

Altra giovane stella del panorama europeo è Sydney Lohamnn del Bayern Monaco. La centrocampista classe 2000 è entrata tardi a far parte del settore giovanile bavarese, venendo aggregata a sedici anni in seconda squadra. L’esordio in Frauen Bundesliga avvenne il 19 Marzo 2017, un anno e mezzo dopo ha indossato per la prima volta la maglia della Nazionale tedesca in un’amichevole contro l’Italia. Il Bayern Monaco sta investendo molto nelle giovanili, con diverse calciatrici nelle selezioni giovanili della Germania, tra cui l’attaccante Gia Corley e il difensore Laura Donhauser.

Più internazionale è la rosa delle storiche rivali del Wolfsburg, con ben dieci nazioni rappresentate (Germania, Svezia, Olanda, Svizzera, Ungheria, Islanda, Portogallo, Norvegia, Polonia e Danimarca). Tra le poche canterane troviamo Joelle Wedemeyer, difensore classe 1996. Nonostante non sia una titolare inamovibile, Wedermeyer ha potuto festeggiare quattro Frauen Bundesliga, cinque coppe nazionali e una UEFA Women’s Champions League nel 2013/2014.

Chi di Champions se ne intende è sicuramente Amel Majri, vincitrici di sei edizioni della manifestazione. Giocatrice estremamente duttile sulla corsia sinistra, nel 2007 la franco-tunisina passa quattordicenne all’Olympique Lione. Tre anni dopo scende in campo tra le grandi, nelle prime tre stagioni accumula pochi minuti per poi conquistarsi progressivamente sempre più il posto da titolare. Da segnalare nella scorsa stagione il bottino di 10 reti in 18 gare di Division 1. Ha disputato da titolare le cinque partite della Francia al Mondiale casalingo.

Tra le partite con più hype dei quarti di Finale c’è indiscutibilmente il Clasico spagnolo tra Atletico Madrid e Barcellona. Se Aitana Bonmati rappresenterà la cantera cantalana, quella madrilena si impersonifica in Amanda Sampedro. Nata nella capitale spagnola nel 1993, è il capitano della squadra dal 2010 con cui ha vinto tre Liga Iberdrola e una Copa de la Reina.

La “Cenerentola” della competizione finora è stato il Glasgow City, che dopo aver battuto le russe del Chertanovo e le danesi del Brondby dovranno affrontare il temibile Wolfsburg. Le scozzesi puntano tutto sull’apporto di Sam Kerr. Avete letto bene, Sam Kerr! Un curiosissimo caso di omonimia tra due attaccanti, quella scozzese dei Glasgow City e la più famosa collega australiana recentemente approdata al Chelsea. La Kerr “col kilt” è più giovane, compierà ventunanni a metà Aprile. Nel 2016 è entrata a far parte del club e subito ha aiutato a scriverne la storia. Infatti in quella stagione il Glasgow City si è laureato campione di Scozia per la decima volta consecutiva, record nel calcio scozzese maschile e/o femminile. La UEFA Women’s Champions League può essere un’ottimo palcoscenico per Kerr per conquistarsi la chiamata di un grande club e l’esordio ufficiale con la sua Nazionale.

Ora bisogna solo aspettare di vedere quale “canterana” realizzerà il suo sogno di alzare la coppa per club più ambita con la squadra in cui sono cresciute.