La Us Women’s National Team è stata nominata Athlete of The Year dal Time.

Il Time definisce la Uswnt come una “squadra che trascende” lo sport: prima ancora di volare in Francia per conquistare il Mondiale, sono scese in campo nella lotta contro la disparità di genere facendo causa alla federazione lo scorso 8 marzo.

“Avrebbero potuto essere concentrate solo su loro stesse”, afferma Jennifer Klein, membro della dirigenza dell’organizzazione a difesa delle vittime delle molestie sessuali Time’s Up, che ha collaborato con la Uswnt Players per promuovere la parità di retribuzione. “Invece, hanno deciso di accendere i riflettori sul divario retributivo non solo per le donne nel calcio, ma per le donne di tutto il mondo”.

Le giocatrici americane hanno utilizzato la propria piattaforma per promuovere il progresso sociale, tanto che il coro “Equal pay! Equal pay!” è stato intonato dai 60 mila spettatori presenti durante la finale mondiale al Parc OL di Lione e ormai viene cantato ad ogni partita della nazionale e anche della Nwsl.

Sono state soprattutto le veterane a farsi portavoce per la lotta alla parità di retribuzione e altre questioni fuori campo. “Questo è stato un segno molto forte di leadership” ha detto Sam Mewis “Ha permesso alle giocatrici come me e Rose [Lavelle] di concentrarsi solo sul campo”.

La lotta per l’equal pay è stata ripresa in lungo e in largo. A Burlington, Vermont, la squadra femminile di una scuola superiore, insieme a una organizzazione no profit locale, Change the Story, ha lanciato la vendita di magliette da ginnastica con la scritta #EQUALPAY. “È assurdo che queste donne possano essere le migliori al mondo e debbano ancora lottare per la parit࣠ha detto Maia Vota, una delle ragazze della squadra di Burlington.

A compare una delle magliette è stato anche Roger Ranz, arbitro che durante una partita del Burlington High School ha dovuto ammonire le ragazze che nell’esultare avevano tolto la maglia per mostrare le magliette con la scritta #EQUALPAY. Ranz si è tenuto al regolamento arbitrale, ma ha detto di credere in quello che queste ragazze stanno facendo e nella lotta della Uswnt.

Durante i mondiali, alla lotta per l’equal pay si è aggiunto lo scontro politico che ha visto protagonisti Megan Rapinoe e Donald Trump, con la prima che in un video aveva dichiarato che non avrebbe accettato un invito alla Casa Bianca (“I’m not going to the f-cking White House” le parole esatte) e il secondo che aveva risposto accusando la numero 15 della nazionale di mancanza di rispetto nei confronti del paese, della Casa Bianca e della bandiera.

L’attenzione nei confronti della nazionale statunitense è stata enorme. La maglia della Uswnt è diventata la maglia Nike più venduta nel corso di una singola stagione e la vendita è aumentata del 500% rispetto al mondiale 2015. Ad Halloween, non solo bambine/ragazzine, ma anche bambini e adulti si sono travestiti da Megan Rapinoe o Alex Morgan.

L’impatto della Uswnt sulla cultura americana è stato forte, grazie alla loro eccellenza sportiva e alla loro persistenza sulle questioni legali. “Vogliamo educare le persone” ha dichiarato la vincitrice del Pallone d’oro 2019 Rapinoe “E cambieremo il mondo”.

“È il nostro dovere continuare aprire la strada alle generazioni successive” ha detto Morgan, la cui assenza nella foto sulla copertina del Time, che ritrae 21 delle 23 campionesse del mondo (assente anche Tierna Davidson), ha scatenato diverse polemiche, tanto che l’account Twitter della Uswnt ha dovuto spiegare che “non era disponibile per lo shooting. Ma è sempre presente con lo spirito!”.