A margine del convegno “È tempo di pareggiare” che si è svolto ieri a Milano, la direttrice L Football ha intervistato Michele Uva, vice-presidente UEFA.

Cosa è emerso da questa giornata di lavoro con il convegno “È tempo di pareggiare”

È emersa una identità di vedute di tutti gli stakeholders del sistema.
Quella di rendere necessaria una nuova accelerata sul percorso di diritto che le donne sportive devono vedersi riconosciuto. Il diritto alla tutela giuslavorista.

C’è un equivoco di fondo nella comunicazione: forse si utilizza troppo il termine professionismo e poco quello di tutele.

Infatti non è detto che sia il professionismo la soluzione però non sono un tecnico e non lo voglio dire.
Dico solo che non è più socialmente sostenibile che una donna che pratica sport a tempo pieno non abbia le tutele che permettano poi di fare una vita post carriera che invece gli uomini fanno.

Tra due giorni a Nyon ci saranno novità per il calcio femminile? Verrà presentato qualcosa di nuovo?

C’è sempre qualcosa di nuovo sul calcio femminile, il presidente Čeferin ci crede, io ci credo tantissimo. Sarà presentato il nuovo format della Champions League, qualcosa che porta avanti le competizioni e nel frattempo verranno presentati bellissimi risultati che stiamo ottenendo in preparazione dell’Europeo 2021 in Inghilterra dove ci sarà sicuramente un crescita straordinaria del prodotto.

Sull’emendamento che è stato presentata alla Finanziaria, un pensiero?

L’emendamento è un importante punto di partenza. Va benissimo, bisogna solo capire il tetto, perchè per il momento è basso rispetto a quello che sono le potenzialità oppure gli stipendi delle giocatrici, non parlo solo di calcio, ma anche di pallavolo e di altri sport. Però il fatto che l’abbiano fatto è un segnale importante e speriamo che vada in porto in modo bipartisan perchè sarebbe un bel segnale civile che l’italia potrebbe dare al movimento sportivo.

Tiziana Pikler

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