Sono ben cinque le mattonate che si prendono le maltesi dalle Azzurre nell’ultima partita di questa favolosa annata. Per far capire la magia che nasce quando in campo ci sono le Azzurre, basta ascoltare Tiziana Alla che, pur di non pronunciare quei codici fiscali che gli assistenti dell’arbitro si trovavano per cognome, arriva vicinissima a chiamarli Assistente 1 e Assistente 2.

Nota di merito anche per il pubblico che, nonostante l’insistenza di Noè nel convincere tutti a salire a coppie sull’arca visto il diluvio universale, è rimasto incollato alle seggioline dello stadio neanche fossero delle nonne ottantenni e invece della partita ci fosse l’ultima puntata di sempre di Un posto al sole.

Giuliani – voto: 50 presenze portate benissimo. Ad un certo punto si sveglia dalla sua pennichella pomeridiana e arriva correndo nel panico fino a centrocampo per paura di aver dormito troppo ed essersi svegliata direttamente nel bel mezzo della partita del campionato di Promozione Molisano: Castel di Sangro Cep 1953 – Donkeys Agnone. #50diquestibuongiorni

Linari – voto: 6 politico . Quelle rare volte che le maltesi provano ad affacciarsi nella metà campo dell’Italia, Linari le scoraggia con un pressing più insistente dei comunisti davanti alle scuole. Dopo essersi calata con grande maestria nel ruolo di bomber, prova a trasformarsi in assist women rimettendo in area per Fusetti un pallone con una traiettoria precisa come quella cacca di piccione che tra tutte le macchine ha preso proprio il vetro della tua. #insindacabile

Fusetti – voto: David di Donatello. La sua interpretazione della partita ha ricevuto dalla critica dei giudizi migliori di quelli che Riccardo Scamarcio ha ricevuto in tutta la sua carriera. Ma il momento che le vale il premio come miglior interpretazione drammatica è la scena in cui, sullo “Stringiamci a coorte” dell’inno di Mameli, si stringe a Galli con un affiatamento che, tra una bionda e una mora, non si vedeva dai tempi della Corvaglia e della Canalis a Striscia. #dobbiamostarevicinivicini

Boattin – voto: asporti 2 e paghi 1. Si fa spazio sulla fascia come una casalinga americana davanti all’entrata di Walmart al Black Friday. L’unica offerta lancio però stavolta era sui suoi malleoli, fatti saltare in aria dalle maltesi neanche la partita fosse di tiro al piattello. #puulll

Bartoli – voto: 8 1/2. Quando un uomo con un fucile incontra Bartoli in scivolata, l’uomo con il fucile è un uomo morto. Lascia meno spazio di ribattere alle avversarie di quello che si lasciano i politici durante i dibattiti in seconda serata a Piazza Pulita. Esce dal campo durante il secondo tempo solo perchè la Gruber l’ha chiamata in studio a Otto e mezzo. #onorevolelestaccoilmicrofono

Cernoia – voto: che je voi dì. Dopo un anno al totale servizio della squadra, dimostra di essere l’unica giocatrice in attività che dalle scarpe non si toglie due sassolini ma due perle, giusto per ricordare alle avversarie del prossimo anno di cosa è capace. D’altronde l’Azzurra è così in sintonia con il pallone che su Instagram hanno un profilo di coppia e, in tutta onestà, quello che Cernoia fa vedere in campo con la palla fa sperare solo che la sua carriera finisca quando finiranno le promozioni sottocosto di Poltrone Sofà: MAI. #artigianadellaqualità

MONTPELLIER, FRANCE – JUNE 25: Valentina Cernoia celebrates with supporters as the team are greeted by celebrating fans upon their arrival at Crown Plaza after winning the 2019 FIFA Women’s World Cup France Round Of 16 match between Italy and China at Stade de la Mosson on June 25, 2019 in Montpellier, France. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Galli – voto: 7 corretto. Sfonda le linee del centrocampo avversario e anche la cassa toracica di Greggi a fine partita nel tentativo di complimentarsi con lei. Galli si riconferma in grado di far decollare il ritmo di gioco del centrocampo azzurro come un Negroni a stomaco vuoto è in grado di far decollare il ritmo di una serata, con l’unica differenza che il Negroni a volte può essere sbagliato, mentre Yaya non lo è mai. #attenzioneconcentrazioneritmoevitalità

Rosucci – voto: 48402. Dopo averle corso dietro per tutto il primo tempo senza grossi risultati, durante l’intervallo la maltese in marcatura su Rosucci ha deciso di togliersi il dubbio e capire se sarebbe riuscita a finalizzare i suoi sforzi inviando un SMS con mio-nome e suo-nome al 48402. Peccato che a Castel di Sangro ci sia campo, ma non ci sia segnale. #lasuoneriaèinomaggio

Giugliano: 1 cartellino + 1 cartellino = -1 in campo. Il suo gol è bello come un 8 dicembre che cade di venerdì, ma quando la direttrice di gara le si avvicina con il secondo cartellino giallo della partita, sulla sua faccia c’è la stessa espressione di terrore che avrebbe Sara Gama davanti ad una piastra. #èfilatotuttoliscio

Girelli – voto: l’eccezione che conferma la regola. Per concludere bene quest’anno, indossa la fascia di capitano che, sorprendentemente, su di lei non ha effetti collaterali troppo gravi, se non farle mancare l’appuntamento con il gol per la prima volta dal 1861. Va a difendere il bullismo dell’arbitro su Giugliano con gli occhi di una sorella maggiore e lo sguardo di chi sta per dire “Arbitro ma lei ha un bidone al posto del cuore”. #Referee?

Sabatino – voto: Settore primario. La presenza in area di Sabatino è più sicura della presenza delle barbabietole da zucchero sui libri di geografia. Su un altro assist di Girelli bello come dormire altri 5 minuti, si fa trovare sul pezzo e la insacca in rete con un tunnel al portiere più sensazionale di quello tra Ginevra e il Gran Sasso. #politicamenteneutrino

Bergamaschi – voto: eletta prodotto dell’anno 2019. Scegliere di far entrare in campo Bergamaschi è una scelta logica e sensata come quella di scegliere Bio Fileni. Infastidisce le avversarie allo stesso modo in cui il motivetto della pubblicità infastidisce il telespettatore e prima della fine della partita anche l’associazione consumatori dà ragione a Milena. #scegliBergaelemeni

Greggi – voto: la prima di una lunga serie. Le è bastata una mezza partitella per sentirsi a suo agio e vedere il suo talento apprezzato come un cantante neomelodico ad un matrimonio napoletano. Alla seconda partita è già tentato gol in acrobazia e rete allo scadere da fuori area. Appena Cernoia si accorge che la giovane romana ha calciato di sinistro, va commossa ad abbracciarla e dal suo mancino qualcuno dice si sia sentita partire una voce rivolta al sinistro di Greggi: “Io sono tuo padre”. #chelaforzasiaconte

Tarenzi – voto: Un dos tres. Entra in campo al posto di Sabatino ma passa tutto il tempo cercando di capire se l’allenatore della squadra maltese Mark Antony Gatt fosse per caso il cantante di Vivir Mi Vida. Dopotutto, in caso di qualificazione, servirebbe una nuova spagnolata per sostituire la Macarena. #voiareirvoiajugarvivirmividalalalala

Bertolini – voto: 0 riserve. Ha creato un gruppo in cui metà delle titolari può essere sostituita senza che ci siano grosse ripercussioni sul risultato o sul gioco. Questo mostra uno studio strategico, una preparazione del terreno di scontro, una valutazione dettagliata sulle forze dell’avversario che Napoleone, a Milena, je spiccia casa. #campagnad’Italia

Il 2019 è stato per il calcio femminile in Italia quello che Oreo e Mars sono per un bambino obeso americano: linfa vitale. Sembra impossibile che fino ad un anno fa in pochi conoscessero queste ragazze, interpreti di un gioco entusiasmante e portatrici di valori positivi. Sembra impossibile che fino ad un anno fa nessuno potesse dire alla sua dolce metà: “Sei bella come il gol di Bonansea al 95′ “. Sembra anche impossibile che l’unico effetto collaterale di questo gruppo straordinario sia stato il disagio espresso dopo ogni partita in queste pagelle. Disagio per il quale, al contrario di Trenitalia, non ho nessuna intenzione di scusarmi.

La bellezza di questo gruppo ha ispirato me come Beatrice ispirò Dante e il risultato è meno poetico solo perché gli endecasillabi sono passati di moda, mentre lo spritz, fortunatamente, ancora no.

Ma siete avvisati, per il 2020 vi conviene allacciare le cinture, perchè le Azzurre ci porteranno in paradiso.

Giulia Beghini

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