Quello di Luana Merli è uno dei tanti esempi di calciatrici arrivate alla ribalta della Serie A spinte dalla immensa voglia di giocare semplicemente a calcio.

Ci sono storie di calcio femminile che finiscono sotto i riflettori dei grandi media, un po’ per le prestazioni sportive, un po’ per l’effetto mediatico che i grossi club calcistici e la Nazionale riscuotono.

Oggi tante bambine e ragazze sognano di diventare come Cristiana Girelli, Sara Gama, Elisa Bartoli, Alia Guagni o Barbara Bonansea.
La maggior parte di queste sognatrici giocano già a calcio e ognuna di loro è protagonista di tante storie, diverse per certi aspetti, ma caratterizzate da tanti elementi comuni. Sono storie di coraggio, di pregiudizi, di sacrifici, di voglia di divertirsi giocando semplicemente a pallone.

Quella di Luana Merli, attaccante dell’Orobica Calcio Bergamo, è una di queste. Il pallone è entrato nella sua vita alla stessa età in cui si passa dall’asilo alla scuola elementare.

Un percorso uguale come per tante altre ragazze: le prime partite coi mashietti, l’oratorio e a tredici anni la prima volta con una squadra femminile.

L’Atalanta nei suoi inizi, l’Orobica come una seconda famiglia.
Il comun denominatore delle sue esperienze è sempre lo stesso: il gol. Ne ha segnati tanti Luana Merli, in Serie C, in B ma anche in A. Il più bello? Nel derby con il Brescia nella massima serie.

Non è stato semplice per lei giocare con continuità. Per diversi anni ha smesso di calcare i campi di calcio per motivi personali, ma l’esser tornata è frutto della sua grande voglia di giocare e del suo carattere forte che la spinge ad andare oltre. Non è un caso che se non avesse fatto la calciatrice, l’avremmo vista protagonista in qualche sport estremo.

Ma a guidarla in tutto quello che fa c’è sempre una stella che le indica la strada nei momemti bui. Una persona speciale per lei a cui dedica tutti i suoi successi, siano essi sportivi o personali.

Sui social Luana è riuscita in poche frasi a racchiudere un mondo. Una infinità di storie in un post. Piccoli momenti quotidiani che sono in fondo l’essenza del calcio stesso.

Giuseppe Berardi

Foto: Orobica Calcio Bergamo e Get Sport Media