La USWNT compie uno “storico passo avanti” nella lotta per l’equal pay con la certificazione per la class action

Si arricchisce di un nuovo capitolo la lotta tra la Nazionale Americana e la USSF, la Federcalcio Statunitense. Dopo aver fatto causa alla federazione per discriminazione di genere, lo scorso marzo, ora le calciatrici della Us Women’s National Team hanno ottenuto da un tribunale distrettuale della California la certificazione per la class action.

Le giocatrici avevano richiesto lo status di class action lo scorso settembre sostenendo che le condizioni di lavoro e di retribuzione che stavano contestando non si applicano solo alle 28 giocatrici querelanti, ma a tutte quelle che hanno vestito la maglia della nazionale nel periodo pluriennale specificato nella causa.

“Questo è uno storico passo avanti nella lotta per raggiungere la parità di retribuzione” ha dichiarato Molly Levinson, portavoce delle giocatrici “Siamo così contenti che la Corte abbia riconosciuto la discriminazione in atto da parte della USSF contro le calciatrici, respingendo gli argomenti dell’USSF secondo cui le donne devono lavorare due volte più duramente e accettare condizioni di lavoro inferiori per essere pagate come gli uomini”. Nelle dichiarazioni, poi, Levinson si rivolge a Carlos Cordeiro, presidente della Us Soccer, affinché “richieda la fine della discriminazione illegale nei confronti delle donne”.

La sentenza della Corte non è d’accordo con la difesa della US Soccer su diversi punti chiave, tra cui le affermazioni della federazione secondo cui le giocatrici “hanno guadagnato molto più denaro del giocatore della Usmnt più pagato nel corso del periodo di prescrizione”. La Corte si è schierata dalla parte di Megan Rapinoe e compagne anche per quanto riguarda le condizioni di lavoro ineguali, citando superfici di gioco in condizioni peggiori, meno voli charter, meno promozione e prezzi dei biglietti più bassi per la squadra femminile.

In un passo estratto dalla sentenza si legge: “L’incapacità di fornire alla Uswnt pari condizioni di lavoro è un danno reale (non astratto) che colpisce ciascun querelante in modo personale e individuale. Le querelanti hanno anche offerto prove sufficienti di questi danni. In effetti, le querelanti hanno presentato dichiarazioni che stabiliscono che le giocatrici della Uswnt erano soggetti a condizioni di lavoro discriminatorie “.

Alex Morgan, Carli Lloyd, Megan Rapinoe e Becky Sauerbrunn sono le querelanti rappresentative nella causa di class action. La classe del Title VII sarà costituita da qualsiasi calciatrice della Uswnt dal 4 febbraio 2015 fino alla data della certificazione di class action. Vi è anche una classe di azione collettiva separata che inizia con le calciatrici a partire dal marzo 2016 con la rivendicazione dell’Equal Pay Act.

“Noi abbiamo una convinzione interna in ciò che stiamo facendo” ha detto Megan Rapinoe a proposito della decisione del giudice “Ma avere qualcuno, in questo caso qualcuno di grande importanza, che dice ‘Credo in quello che state dicendo’ è molto importante”.

Martina Pozzoli