I top club calcistici sono pronti a fare investimenti importanti nelle squadre femminili per dominare la scena europea e battere il Lione.

D’ora in poi, nel calcio femminile ci sarà un prima e un dopo Sam Kerr.

L’acquisto, da parte del Chelsea, della giocatrice australiana segnerà probabilmente uno spartiaque nella storia di questo sport.

La società inglese ha corteggiato da tempo l’attaccante ed ha messo sul piatto una cifra importante per un investimento mai visto finora per uan squadra femminile.

Più di due milioni di ingaggio per l’intera durata del contratto. Si parla di circa 800 mila dollari a stagione.

In passato ci sono stati ingaggi di un certo spessore, in particolare da parte del Lione. Nel 2013 ci fu l’approdo in Francia di Megan Rapinoe e qualche anno più tardi fu la volta di Alex Morgan accettare la corte di Aulas, ma erane operazioni a scadenza breve. Complice il fatto che tra la NWSL e i campionati europei si gioca a stagioni alterne.

Una operazione simile a quella di Kerr al Chelsea è avvenuta nel 2017, quando il Barcellona acquistò Lieke Martens, miglior giocatrice degli Europei di quell’anno. Ma era un momento storico diverso e seppur per cifre importanti, non ci fu concorrenza per i catalani.

La posta in gioco adesso si sta alzando nel calcio femminile e i top club europei sono pronti a sedersi al tavolo consapevoli di voler puntare forte per vincere.

L’obiettivo? Interrompere l’egemonia dell’Olympique Lyonnais in Europa. Il presidente transalpino Aulas è stato il primo a crederci forgiando una squadra stellare costruita anche a suon di milioni di euro.

Il successo che il calcio femminile sta vivendo non può che portare ad un effetto boomerang. La visibilità, l’interesse del grande pubblico, attira sponsor, partner commeriali, broadcaster disposti adesso a investire in modo diverso, anche per raggiungere un target diverso.

I club lo sanno benissimo e con l’arrivo di Sam Kerr inizia davvero una nuova era.

Giuseppe Berardi