Con un emendamento alla Legge di stabilità, il governo apre al professionismo nel calcio femminile e in altri sport.

Il testo prevede uno stanziamento di 20 milioni per i prossimi tre anni.

L’emendamento firmato da Susy Matrisciano dei 5 Stelle e da Tommaso Nannicini del PD, prevede un robusto incentivo per le società che “stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo”.

Nello specifico si tratta del versamento del 100% dei contributi previdenziali e assistenziali, entro il limite massimo di 8mila euro su base annua. Tale importo corrisponde a un ingaggio lordo di 30 mila euro.

Le cifre stanziate sono di 4 milioni per il 2020, 8 per il 2021 e per il 2022.

Gli sport interessati sono calcio, basket, pallavolo e rugby.

Alla stesura dell’emendamento ha lavorato anche l’AIC (Assocalciatori) e alla presentazione c’era il spresidente Umberto Calcagno e Katia Serra.

Il testo però non andrà a inttacare la legge 91 che già attribuisce alla federazione la possibilità di riconoscere il professionismo.

Alla presentazione in un video messaggio, Sara Gama, Capitano della Nazionale ha detto: “Non è possibile che al Mondiale di Francia, fra le prime otto squadre, eravamo le uniche non professioniste”.

Giuseppe Berardi

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